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Coprifuoco, l'avvocato Mauro Sandri e la falla nell'autocertificazione: "Perché le multe sono inapplicabili, sicura la vittoria al ricorso"

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Con il coprifuoco fioccano multe. Per lombardi e campani la lancetta dell'orologio dovrà fermarsi alle 23, quando i cittadini saranno costretti a correre a casa. Idem in Calabria e Sardegna, molte altre regioni stanno valutano la stretta. E se non si rispetta il coprifuoco ecco che scattano le sanzioni. Ma attenzione, perché chiunque può fare ricorso e vincere. Parola di Mauro Sandri, avvocato milanese che al Giornale spiega la falla non considerata dal governo. "Saranno ricorsi vittoriosi - assicura - perché tutti questi decreti difettano di un requisito essenziale per qualunque norma: la chiarezza, la precisione che faccia capire bene al cittadino cosa può o non può fare. Sono divieti generici, e come tali inapplicabili".

Nel mirino c'è la clausola del rientro a casa. La norma consente di compiere, senza incorrere in sanzioni, il tragitto dal locale a casa anche dopo l'orario del coprifuoco. "Sono valutazioni inevitabilmente arbitrarie - prosegue - che rendono inapplicabili i decreti. Oltre ad essere devastanti per il sistema economico, questi divieti sono impossibili da ottemperare". In effetti chi può dire se il tempo per tornare alla propria abitazione sia reale o meno? Nessuno, ed è proprio questo il punto.

 

 

Non solo, perché chi può imporre quale percorso fare o non fare di ritorno? Sempre nessuno. Una situazione confusa, dunque, resa ancora più critica dalla pesantezza delle multe previste: dai 400 ai 3.000 euro, e sempre che il nottambulo non sia un quarantenato, altrimenti (come ricorda il modulo) scatta la denuncia penale.

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