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Giuseppe Conte, il ministro M5s anonimo: "Lockdown? Cade il governo". Il sospetto: conta più la poltrona della pandemia?

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Giuseppe Conte alle prese con il pressing delle regioni. Dopo la Campania anche altri enti locali vorrebbe seguire la scia di Vincenzo De Luca e chiedere misure più restrittive o, addirittura, un lockdown come fatto dal governatore dem. Dalla parte delle regioni - spiega Il Corriere della Sera - si schiera Roberto Speranza, da sempre a favore della linea dura per combattere il coronavirus. Linea che il premier tenta in tutti i modi di respingere, in via ufficiale a causa dell'impatto sull'economia che avrebbe un nuovo blocco totale del Paese. Ma in via ufficiosa le motivazioni sono altre. Il presidente del Consiglio soffre nei sondaggi, il suo gradimento è calato e per questo - a detta del Foglio - "tentenna", allontanando il lockdown come fosse una "maledizione", spiega Salvatore Merlo in un retroscena.

 

 

Ma il premier non è l'unico a temere il peggio. "Se facciamo un altro lockdown cade il governo", va dicendo al Foglio un ministro del Movimento 5 Stelle che vuole rimanere anonimo. La preoccupazione è tanta e Conte lo sa: sprofondare in una crisi sarebbe la fine, soprattutto perché tutti, da quelli esperti a quelli meno, sapevano dell'arrivo di una seconda ondata. E così il presidente del Consiglio le prova tutte pur di rimanere alla guida dell'esecutivo, rimanda, lascia la gestione alle regioni scongiurando una nuova chiusura che lo metterebbe certamente alla porta. Quella principale, di Palazzo Chigi. E forse non a caso il Comitato tecnico scientifico, che si riunisce tutti i venerdì, il 23 ottobre ha deciso di disertare la riunione. L'annuncio, arrivato durante Tagadà su La7, potrebbe significare che, per ora, vengono rimandate ulteriori decisioni.

Insomma, nel bene o nel male, il premier sembra non voler decidere. E stando a quanto detto dal Foglio e dal ministro M5s, sembra farlo per ragioni politiche, di consenso. E in un momento drammatico come questo ci si chiede se sia lecito, da parte del presidente del Consiglio, muoversi in questo modo. Senza entrare nel merito delle decisioni. Semplicemente, si nota che se dietro le scelte di Conte ci fossero davvero l'azione persuasiva dei sondaggi o la possibilità della caduta del governo, saremmo davvero sulla strada sbagliata nella guerra alla pandemia.

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