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DiMartedì, Luigi Di Maio gioca sporco: "Tutto per evitare Meloni premier", menzogna e sfregio a Salvini

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Giocare sporco, colpi bassi e maldestri. Si potrebbe riassumere così quanto detto da Luigi Di Maio a DiMartedì, nella puntata condotta da Giovanni Floris e in onda su La7 martedì 3 novembre. Ospite d'onore in studio, ecco il leader M5s, che pontifica sullo scenario politico attuale e torna a più riprese sul suo libro, Un amore chiamato politica, e sulle polemiche che ha suscitato.

 

Ma, si diceva: il gioco sporco. Tutto contro Matteo Salvini e il centrodestra. Come al solito, Di Maio spara ad alzo zero contro il leader del Carroccio: "Salvini ha dimostrato di essere inaffidabile, se ne stanno accorgendo anche nella Lega e nel centrodestra", premette alzando il metaforico ditino. 

 

Dunque, ecco che si passa al gioco sporco, al gioco più bieco: il tentativo di seminare zizzania tra alleati, tra lui e Giorgia Meloni, la leader dei Fratelli d'Italia. "Ora - riprende Giggino - teme che Meloni possa diventare premier se il centrodestra vincerà le elezioni e prova a staccare la spina prima che cresca troppo", la spara Di Maio. E ancora: "La responsabilità verso il Paese non esiste. Matteo Renzi e Salvini sono due facce della stessa medaglia dell'inaffidabilità", disse mister "abbiamo sconfitto la povertà", salvo poi pentirsi amaramente di quella frase (senza voler stare a rievocare le piroette di Di Maio su euro, vaccini, Europa e chi più ne ha più ne metta).

 

 

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