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L'aria che tira, Breda avverte il centrodestra: "Sarebbe una catastrofe"

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L'Aria Che Tira segue in diretta la votazione dei presidenti di Camera e Senato. Ospite nella puntata di giovedì 13 ottobre su La7, Marzio Breda. È lui a dare a Myrta Merlino una sua versione dei fatti. Montecitorio infatti non ha eletto il presidente alla prima chiama con 368 schede bianche, così come era previsto. Mentre a Palazzo Madama si è verificato un vero e proprio colpo di scena, con l'elezione di Ignazio La Russa coi voti dell'opposizione. Secondo il quirinalista i tempi sono comunque stretti: "Entro domani sera dovrebbe essere risolta la questione dell'elezione del presidente della Camera, altrimenti sarebbe catastrofico. Giorgia Meloni ha fatto tutta la campagna elettorale con lo slogan 'siamo pronti', beh alla prova dei fatti questi primi due passaggi dovrebbero andare lisci teoricamente".

 

 

L'unico nome che manca al momento è quello dello scranno più alto della Camera, visto che con 116 voti a Palazzo Madama è stato eletto La Russa. Ma per il quirinalista del Corriere della Sera questa è solo la prima tappa: "Poi - prosegue - c’è la costituzione dei gruppi parlamentari e l’elezione dei capigruppo. Solo dopo cominceranno le consultazioni, dove saranno presenti i capogruppo. Anche i leader vogliono andare al Quirinale. Se tutto funzionasse con una certa rapidità si parla del 19 o tutto al più il 20 ottobre come giorno della partenza del giro di consultazioni".

 

 

In mezzo alla creazione della nuova squadra di governo, ecco che c'è anche il Consiglio europeo. All'appuntamento non parteciperà Giorgia Meloni, ma il premier uscente Mario Draghi. Una questione che non intralcerà secondo Breda: "In Europa lo sanno che le cose vanno così qui da noi. Questo consentirà a un uomo di elevato standing internazionale come Draghi di compiere il suo ultimo atto da presidente del Consiglio. C’è questa sovrapposizione di cose. Poi alla fine delle consultazioni Sergio Mattarella dovrebbe conferire l’incarico rapidamente. Se le formazioni della coalizione saranno compatte darà un incarico pieno. Non darà un mandato esplorativo. Se Meloni - conclude - avrà già pronta la lista dei ministri si chiude molto rapidamente". 

 

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