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Paolo Mieli stronca Elly Schlein: "Silenzi imbarazzanti, impossibile..."

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Paolo Mieli traccia un bilancio delle prime settimane di Elly Schlein alla guida del Pd. In particolare, nel suo articolo sul Corriere della Sera, fa notare quanto siano aumentate le polemiche tra destra e sinistra ora che Enrico Letta è stato sostituito ai vertici dem: "Queste baruffe quotidiane sono un tonico per la sinistra e la destra non sembra darsene pena. D’altra parte, per la sinistra sarebbe terribilmente più complicato indicare una prospettiva diversa. Ad esempio, una via credibile per tornare al governo sospinti da un voto che consenta alla sinistra di conquistare la maggioranza nei due rami del Parlamento". Meglio concentrarsi su polemiche sterili, insomma, piuttosto che su cose serie: questo il giudizio pesantissimo dello storico.

 

 

 

Le critiche all'opposizione, poi, vanno avanti: "L’attuale sinistra appare destrutturata come mai lo è stata nella sua lunga storia. Ed è probabilmente questa circostanza che — nelle rare occasioni in cui è costretta a rispondere a delle domande in pubblico — fa scivolare Schlein nei gorghi di nebbiose fumisterie che le consentono di affrontare in qualche modo l’imbarazzante situazione in cui viene a trovarsi chi deve pronunciare dei chiari 'sì' o dei netti 'no'. Cosa per lei al momento impossibile".

 

 

 

Parlando della possibile alleanza tra Pd e M5s, l'editorialista invece ha scritto: "La costruzione di un fronte alternativo alla destra (e competitivo con essa nel caso di elezioni anticipate) richiederebbe una sapienza e una lungimiranza ad oggi non riscontrabili in nessuna delle persone preposte all’impresa". Nel frattempo - ha continuato Mieli - "Pd e M5S si occuperanno esclusivamente della competizione tra loro. Oggi per i sondaggi, domani per le europee del 2024. Il dopodomani non è contemplato". In questo scenario una sorpresa potrebbe riservarla Giuseppe Conte: "Non ci stupiremmo, a questo punto, se fosse proprio Conte, con una delle piroette in cui si è specializzato nella passata legislatura, ad andare a occupare lo spazio centrista lasciato scoperto da ex comunisti ed ex democristiani".

 

 

 

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