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Francesca Pascale e Massimo Giannini, la provocazione: mentre Papa Francesco parla...

Alessandro Gonzato
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La sinistra ha il tempismo di Comunardo Niccolai, record di autogol tra gli anni ’60-’70 con il Cagliari. Comunardo che il padre ex portiere del Livorno e antifascista chiamò così in onore della comune di Parigi. Il Papa incontra a Roma il premier e parla dell’importanza per mamme e papà di tornare a fare figli? Pd e compagni d’opposizione chiamano a raccolta a Torino 300 tra sindaci, amministratori e “vip” per chiedere «più diritti per le famiglie omogenitoriali», spingono per i nuclei “Lgbt”, lesbiche, gay, bisessuali, transgender. Evento organizzato al Teatro Carignano dal Comune assieme a La Stampa (direttore Massimo Giannini).

 

 


Oltre al sindaco di Torino Stefano Lo Russo c’erano i colleghi di Roma Roberto Gualtieri, di Milano Beppe Sala, di Napoli Gaetano Manfredi, e poi quelli di Bologna, Firenze, Bari, Lecce: Matteo Lepore, Dario Nardella, Antonio Decaro. Carlo Salvemini. Il Santo Padre auspica che i giovani mettano su famiglia. Vladimir Luxuria interviene all’adunata inneggiando alle famiglie arcobaleno ed esclama: «Benvenuti alla festa della natalità». Francesca Pascale moglie di Paola Turci attacca il centrodestra: «Al governo ci sono omofobi. È il momento della consorte: «Quando erano all’opposizione difendevano, giustamente, i bambini di Bibbiano. E questi, invece, di bambini?». Il paragone ci sfugge. «Mi auguro che la Meloni vada in giro a sentire cosa dicono i ragazzi e capisca che non la pensano come loro». Infatti le elezioni le ha stravinte la sinistra. Per molti dem la trascrizione all’anagrafe dei figli delle coppie omogenitoriali dev’essere solo il primo passo per arrivare alla maturità surrogata, l’utero in affitto. Prende la parola il sindaco di Torino: «La famiglia è indipendente dall’orientamento di genere.
L’Italia può fare un salto in avanti».

Il collega Gualtieri: «Chiediamo una legge». La versione di Sala è differente: «Non basta che noi ce la prendiamo con questo governo di destra. È la nostra parte politica che deve attivarsi con più decisione. I sindaci la faccia ce l’hanno messa, ora bisogna insistere perché il parlamento affronti la questione». Tocca a Nardella: «E una battaglia di tutta la società». C’è anche Chiara Appendino, deputato M5S. Irrompe il giurista Gustavo Zagrebelsky che invoca la «disobbedienza civile». «Eccome come funziona», spiega: «Vuol dire per i sindaci registrare i figli di queste coppie. Uno registra e poi arriva l’intimazione delle autorità di governo che impongono la cancellazione dal registro di stato civile. Si impugna questo provvedimento e si va alla Corte Costituzionale».

 

 


L’associazione Pro Vita ha contromanifestato: cartonati dei volti dei sindaci in maschera che gettano soldi in carrelli pieni di bambolotti con il codice a barre addosso. «Siamo qui per difendere i diritti dei bambini, che sono attaccati da sindaci che illegalmente compiono trascrizioni di figli partoriti all’estero, con la pratica dell'utero in affitto», ha tuonato il presidente Jacopo Coghe. «È un reato, un capriccio degli adulti. I bimbi non sono una merce che può essere comprata a 50 o 100mila euro».

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