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Matteo Salvini "infame": sciopero, gli insulti della sinistra

Francesco Storace
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E lo insultano pure per non voler rovinare il diritto degli italiani ad andare in vacanza, o più semplicemente a lavorare. Al rogo Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e vicepremier, che ha osato mettere la sua firma in calce ad un’ordinanza di precettazione per limitare i danni rispetto allo sciopero - di luglio! - nel trasporto ferroviario. Si distinguono nelle contumelie vari sindacalisti e questo potrebbe pure starci. Hanno i distacchi per fare casino. Landini, il segretario della Cgil, se ne esce così: «Abbiamo fatto ricorso al Tar, questa precettazione è un errore clamoroso che vuole mettere in discussione il diritto di sciopero. Abbiamo rispettato le leggi». Poi allarga il tiro: «I rapporti col governo sono tesi, abbiamo avuto una serie di tavoli finti...».

Ma chi non si sopporta, dicevamo, sono soprattutto quei politici, al solito di sinistra, che non si mordono la lingua quando dicono autentiche sciocchezze. Costoro, in alcuni casi, portano a casa ben due stipendi parlamentari, ma hanno la faccia tosta di insultare il ministro che tenta di mettere d’accordo le parti sociali. E non sarà un caso se nel ramo ferrovie oggi, proprio su sollecitazione di Salvini, torneranno a vedersi aziende del settore e organizzazioni sindacali.


NOSTALGIE
Così come ricomincia la trattativa per evitare l’astensione dal lavoro di sabato nel trasporto aereo. Eppure continuano a lanciare epiteti. Sono i protagonisti di quelle lunghe, pur troppo lunghe, stagioni di governo in cui da anni non si rinnovavano i contratti. Capito Fratoianni? Dovresti prendertela con i tuoi compagni del Pd, anziché dare del cialtrone e dell’«infame» a un ministro che i problemi li vuole risolvere senza scansarli. Invece, chi invecchia male con le sue dichiarazioni è proprio chi ha governato sia il ministero delle Infrastrutture che quello del Lavoro. Senza risolvere i problemi contrattuali e quelli legati alla mobilità. Il diritto allo sciopero - ancorché dimezzato - è stato comunque garantito, ma evitando che più di un milione di persone rimanessero ferme nelle stazioni. Ecco perché Salvini si dice orgoglioso della decisione presa. E questo fa infuriare i sinistri. Persino Soumahoro trova il tempo per una delle sue solite sparate. Senza alcuna vergogna accusa il ministro di violare la Costituzione. Ci mancava il salvatore del lavoro. E per carità di Patria non aggiungiamo altro. E se Soumahoro fa così, figuriamoci non si debba distinguere chi lo ha portato in Parlamento come Nicola Fratoianni, che spara un «cialtrone» al vicepremier. Per quelli come lui il caos deve prevalere. Sennò che cosa raccontano ai compagni di cellula? Peggio ancora i parlamentari che si fregiano della medaglietta del Pd. Parlano a vuoto. Dice l’onorevole Guerra che Salvini non si è accorto per tre settimane dell’agitazione del mondo del lavoro.

 


Parlano proprio quelli che militano nel partito che ha calpestato i diritti dei lavoratori per anni esattamente in quel ministero. Che faccia tosta. Una prova? L’ex ministra dei trasporti Paola De Micheli, che arriva a definire “«propagandistica» la precettazione. Evidentemente lei avrebbe lasciato a piedi l’Italia per 24 ore. Applausi. Parla pure di affronto ai sindacati, l’ex ministra. Non sa che hanno comunque espresso apprezzamento per il tavolo voluto da Salvini. Altro scienziato del settore è il senatore Pd Misiani, che ulula «hai sbagliato strada» senza la capacità di spiegare come mai tutte le cose belle che immagina lui il suo partito al governo non le abbia mai messe in pratica. La realtà è che a sinistra non sopportano un ministro che decide a tutela dell’utenza che non può essere costretta ad un autentico martirio col caldo di luglio. Tra l’altro con danni davvero gravi per l’avvio della stagione turistica.

«IRRESPONSABILI»
Alla sinistra rispondono in coro molti parlamentari della Lega e con un’articolata presa di posizione si rivolge ai sindacati la deputata di Forza Italia, Erika Mazzetti: «Se c’è un comportamento irresponsabile è quello dei sindacati che avrebbero lasciato milioni di persone a piedi, a metà luglio, tra pendolari, che già subiscono vagonate di ritardi, come tanti imprenditori e professionisti, che sono quelli che tengono su il sistema, e turisti, che meritano un servizio normale per raggiungere le loro mete senza disagi ulteriori; non è certo quello di Salvini, che ha cercato di comporre la situazione al meglio evitando disagi maggiori». E ha concluso: «Il ministro dei Trasporti ha fatto una scelta totalmente condivisibile contro un'impuntatura controproducente e dannosa per tutti. Il sistema dei trasporti nel suo complesso è in condizioni difficili da anni. Visto tutto questo», conclude non senza ragione l’on. Mazzetti, «ci aspetteremmo maggior collaborazione da parte di chi dice di rappresentare il lavoro e non sempre un controcanto che è, ribadisco, inutile per tutti». E come fai a darle torto? 

 

 

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