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Crapa Pelata, ecco il libro sul fascismo per formare baby-partigiani

Alberto Busacca
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C'era una volta un uomo calvo e vestito di nero. Quest’uomo si chiamava Crapa Pelata ed era il capo indiscusso del Regno di Belpaese. Eccola qui la trama di Crapa Pelata e la Banda dei mille colori, un libro scritto da Daniele Susini (storico e scrittore) e Fulvia Alidori (scrittrice ed ex membro del Comitato nazionale dell’Anpi). Si tratta, come spiegato sulla copertina, di “una favola che racconta la lotta al fascismo”, ed è dedicata ai bambini “dai sette anni in su”. Per iniziare a spiegare anche ai più piccoli chi era Benito Mussolini, cosa ha fatto e chi lo ha combattuto.

Il libro, ovviamente, è breve, con tante illustrazioni e scritto in maniera molto semplice. “A Belpaese”, si legge, “viveva Crapa Pelata, un tipo misterioso con un pessimo carattere: non sopportava nessuno e molti dicevano che avesse il cuore di legno. Era scorbutico, voleva sempre avere ragione e, quando qualcuno lo contraddiceva, metteva la testa tra le mani, diventava rosso come un peperone e cominciava a gridare e a battere i piedi perla rabbia”. Ovviamente, visto il suo caratterino, “Crapa Pelata non aveva amici”.

 

Era “sempre vestito di nero” e “trascorreva le sue giornate litigando con chiunque incontrasse”. Nonostante ciò, il signor Pelata riuscì a diventare leader assoluto di Belpaese, e impose dieci rigidissime leggi: 1- ogni abitante deve vestire solo di nero.
2- le case devono essere dipinte tutte di nero.
3- si può parlare solo quando vuole Crapa Pelata.
4- solo Crapa Pelata può dare il permesso di uscire dalla propria città.
5- gli abitanti devono essere come Crapa Pelata.
6 - quando il sole cala, tutti devono andare a dormire.
7 - si possono leggere solo i libri “giusti”, cioè quelli con la copertina nera.
8 - sono vietate le lingue straniere.
9 - le donne curano la casa e i bambini, gli uomini lavorano.
10 - Crapa Pelata ha sempre ragione.
A queste dieci, poi, se ne aggiunse una undicesima: “il popolo della stella deve stare separato dagli abitanti di Belpaese”. Leggi razziali, insomma... Per farla breve, a un certo punto un bambino trovò un baule pieno di fazzoletti colorati e cominciò a indossarli, imitato dai suoi amici: “1, 10, 100, 1000 bambini indossarono i fazzoletti, e in un battibaleno nacque la Banda dei mille colori che, come tutte le bande, si scelse una missione: convincere gli abitanti di Belpaese a ricominciare a parlare, a giocare, a vestirsi coi colori, insomma... a ricominciare a essere liberi”.

 

Questi baby partigiani “si trovavano in montagna e si sentivano come fratelli e sorelle”. Alla fine, come previsto, la Banda dei mille colori riesce a mettere in fuga Crapa Pelata e a liberare il Regno di Belpaese... Solo una favola? No, assolutamente. E in fondo al libro è scritto in maniera chiara: “Quella di Belpaese è una storia vera. Belpaese e Crapa Pelata sono esistiti davvero: il regno era l’Italia, mentre lui era un signore che portava il nome di Benito Mussolini e fu un dittatore”.

Viene da chiedersi, a questo punto, se ha senso raccontare in questo modo la storia del fascismo a dei bambini di sette anni. Se ha senso mischiare in questo modo favola e realtà. Se è possibile diventare antifascisti in seconda elementare. Senza contare il rischio che questa operazione si riveli un boomerang. Sì, perché Crapa Pelata, con quella testa tonda e lucida, con quelle sopracciglia aggrottate e quel ghigno beffardo, sembra un po’ il cugino cattivo di Charlie Brown. E qualcuno potrebbe perfino trovarlo simpatico... 

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