C’è una nuova stella rossa nel firmamento della sinistra internazionale, è quella della relatrice dell’Onu sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, che in un sol colpo unisce l’odio per Israele, il plauso di Hamas e lo scontro aperto con l’Amministrazione Trump che ha deciso di sanzionarla. Washington ha spiegato chiaro e tondo le ragioni di quella che è una sua legittima prerogativa, considerando di non poter più tollerare la «campagna di guerra politica ed economica contro gli Stati Uniti e Israele» attuata attraverso appelli e relazioni, «illegittimi e vergognosi sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte penale internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani». Il Segretario di Stato Marco Rubio ha ricordato che né gli Stati Uniti né Israele hanno firmato lo statuto di Roma, «il che rende la sua azione una grave violazione della sovranità di entrambi i Paesi», ma con una logica piuttosto singolare per una che sostiene di essere un avvocato l’Albanese ha definito «osceni» tali provvedimenti. In un’intervista su Repubblica, la relatrice Onu è intervenuta a gamba tesa contro l’amministrazione Trump: «Gli Usa in questo momento sono un Paese allergico alla giustizia. Quindi impongono sanzioni contro la Corte, o chiunque cerchi di applicare la legge, usando tecniche intimidatorie reminiscenti della mafia».
MEDAGLIE
Certo, i richiami americani non possono essere altro che medaglie al valore per una sinistra che considera Netanyahu e Trump due personificazioni del male assoluto, medaglie che infatti gli sono valse un plauso progressista generalizzato e perfino più di una candidatura al Nobel per la pace sottoscritte dal fior fiore dell'intellighenzia progressista. «L’Italia non sta a guardare e ha l’obbligo morale di rispondere a chi tenta di mettere a tacere una voce coraggiosa» si legge nel testo di una di queste petizioni apparse su Change.org, una voce che parla di genocidio del popolo palestinese ma non spende mai una parola contro i crimini di Hamas e il fatto che il gruppo terroristico, che secondo l’Albanese non è tale, tenga da lustri in ostaggio la popolazione di Gaza usandola come scudo. Un’altra petizione di Cgil, Arci e Rifondazione Comunista ha raccolto le firme entusiastiche di gente come il vignettista Vauro, l’ex sindaco di Napoli e magistrato Luigi De Magistris, Moni Ovadia, Tommaso Di Francesco, Giovanni Russo Spena e via di questo passo.
Francesca Albanese, la sinistra vuole darle il Nobel
La firma è del segretario di Stato americano Marco Rubio e il documento su cui è apposta non usa mezzi ter...SOLIDARIETÀ
A tali firme vanno associate le varie manifestazioni di solidarietà tra le quali oltre a quella stucchevole della Schlein, che parla di «vergognoso silenzio della Meloni», quella della Cgil, quella del Comune di Firenze che vuole dare la cittadinanza onoraria alla relatrice, quella scontata dell’Anpi, e soprattutto quella definitiva di Hamas. Si tratta di «una flagrante espressione della parzialità dell'amministrazione statunitense nei confronti dei crimini di guerra sionisti» hanno scritto in una nota i terroristi. «Le misure punitive adottate dagli Stati Uniti contro istituzioni e individui che svolgono il loro ruolo professionale e morale nella guerra di sterminio nella Striscia di Gaza, da ultimo Albanese, minano le fondamenta del diritto internazionale e umanitario», hanno aggiunto, con parole del tutto simili a quelle utilizzate dalla relatrice dell’Onu, gli stessi macellai che hanno ucciso, seviziato, stuprato, e rapito uomini, vecchi, donne e bambini, anche neonati, il 7 ottobre 2023. D’altronde non c’è nulla di cui stupirsi.
SOCCORSO
Al di là delle relazioni ufficiali ci sono le sue dichiarazioni, i suoi post sui social per capire i motivi per cui Hamas si sia preso a cuore la vicenda dell’Albanese, quello che invece si capisce meno è l’entusiastica difesa d’ufficio di una sinistra sempre più allo sbando. A proposito del 7 ottobre la signora Albanese aveva ad esempio così commentato un articolo di Le Monde che riportava alcune dichiarazioni del presidente francese Macron: «Il più grande massacro antisemita del nostro secolo? No, signor Emmanuel Macron. Le vittime del 7/10 non sono state uccise a causa del loro giudaismo, ma in risposta all’oppressione di Israele. La Francia e la comunità internazionale non hanno fatto nulla per impedirlo. I miei rispetti alle vittime». A Sky News che gli chiedeva di un rapporto israeliano documentato da filmati (fatti dagli stessi terroristi) sugli stupri e le sevizie del 7 ottobre, l’Albanese rispose così: «Guardi, non posso commentare questo rapporto, è la prima volta che ne sento parlare... Ho letto altri rapporti israeliani che hanno ritrattato quanto detto... Quindi, ovviamente, non posso pronunciarmi su violenze di cui non sono a conoscenza... Se è avvenuto, ovviamente, merita giustizia. Ma come possiamo collegare tutto questo con ciò che Israele sta facendo da 20 mesi?». C’è una nuova stella rosso sangue nel firmamento della sinistra.