Come prevedibile, Bruno Vespa diventa un tormentone politico. All'indomani della sfuriata del giornalista a Porta a porta, su Rai 1, contro il dem Peppe Provenzano, il Pd fa scattare la rivolta.
"I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai definiscono inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Bruno Vespa contro il deputato del Pd, Peppe Provenzano, nella puntata di ieri di Porta a Porta. I democratici - si legge in una nota - pur non entrando nel merito del dibattito, chiedono alla Rai, azienda del servizio pubblico, una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l'esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico", concludono i dem.
Porta a Porta, Bruno Vespa zittisce Provenzano: "Questo non glielo consento"
Giuseppe Provenzano provoca e Bruno Vespa lo rimette in riga. A Porta a Porta, lo storico programma di approfondimento p..."L'episodio andato in onda ieri sera a Porta a Porta è grave. Gravissimo - aggiunge Sandro Ruotolo, che del Pd è responsabile informazione nella segreteria nazionale -. Che un giornalista, Bruno Vespa, intimi il silenzio a un parlamentare della Repubblica è un fatto inaccettabile. Per questo esprimiamo piena solidarietà a Peppe Provenzano. Ma non basta. Quello che è accaduto dice molto di più: racconta lo stato disastroso in cui versa il servizio pubblico radiotelevisivo. Porta a Porta non può trasformarsi in una 'quarta camera' senza regole, né tanto meno in uno spazio in cui il conduttore diventa protagonista e arbitro politico. Bruno Vespa da anni esercita un ruolo che va ben oltre quello giornalistico. Ma quanto accaduto ieri segna un limite che non può essere oltrepassato. Il servizio pubblico è pagato dai cittadini e deve garantire pluralismo, equilibrio, rispetto delle istituzioni. Non può piegarsi a logiche personalistiche o di potere. Per questo riteniamo che si apra una questione politica vera: sulla governance della Rai, sulla qualità dell'informazione, sul rispetto del Parlamento. È tempo di cambiare. È tempo di restituire dignità al servizio pubblico".
La colpa di Vespa, forse, non è tanto l'aver risposto a muso duro a Provenzano che lo aveva invitato, provocatoriamente, a "sedersi dall'altra parte", intendendo gli ospiti considerati "di destra", quanto l'aver ricordato all'esponente dem che la situazione della par condicio nella tv e nella informazione italiana, è perlomeno discutibile. Basterebbe pensare ai talk di La7, quasi tutti monocolore, e riflettere sul fatto che nel centrosinistra nessuno ha mai osato sollevare la questione. Il motivo, ovviamente, è facilmente comprensibile.
"Riteniamo inaccettabile e sproporzionata la reazione di Bruno Vespa, incompatibile con il servizio pubblico - attacca la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga -. Chiediamo alla Rai una chiara presa di distanza, a tutela del rispetto delle prerogative parlamentari, del pluralismo della qualità dell’informazione". Appunto.




