E ora nel mirino della Flotilla c’è Sergio Mattarella. Ovviamente anche il governo, che ci è praticamente abituato. I combattenti in barca decidono di assediare Israele? La colpa è tutta del governo Meloni «che tace». Ma tirare in ballo anche il presidente della Repubblica rappresenta al meglio - o al peggio - la deriva estremista che anima i protagonisti della Flotilla. Vale la pena di riferire una dichiarazione durissima contro il capo dello Stato. A parlare è Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud: «Stiamo notando un aumento esponenziale della spregiudicatezza criminale di Israele. L’esercito si è accordato chiaramente con la Grecia e ha deciso di fare un ulteriore passo, ossia di fermarci al mattino. Quello che è successo è un messaggio a tutti gli attivisti, ci stanno dicendo: “noi agiamo nell’illegalità alla luce del sole e nessuno ci dice niente”». E poi l’affondo sul Quirinale: «Il silenzio di Mattarella ci lascia sconcertati. Non ci aspettiamo che lui dica qualcosa per la Palestina, ci aspettavamo due parole per gli italiani rapiti in acque internazionali.
Mattarella lo abbiamo sentito solo l’anno scorso quando si rivolse a noi per chiederci di essere responsabili e di tornare indietro perché stavamo rischiando. Nessuno dei nostri premier o capi di Stato alza il telefono per dire a Netanyahu di tirare indietro quelle barche, alzano solo il telefono per dire a noi di tornare indietro». Siamo al linguaggio da attivismo duro, non certo con toni diplomatici... Si vuole eccitare al massimo l’opinione pubblica, evidentemente, arrivare fino al vertice della Repubblica non può avere altra finalità. È l’estremismo che si manifesta ancora una volta. La frase su Mattarella è potente, durissima, cattiva, perché: colpisce sul piano emotivo collegando il Colle agli italiani in pericolo. Quando la portavoce della Flotilla afferma che «alzano solo il telefono per dire a noi di tornare indietro» passa il messaggio politico autentico. Denunciano gli ostacoli messi dai governi occidentali accusando le istituzioni di non proteggere la loro missione. Siamo alle prese di posizione molto dure e sopra le righe per raggiungere il loro obiettivo politico.
Flotilla, Elly Schlein si appella all'Ue: "Ogni pressione per liberare gli attivisti"
La sfida al blocco navale israeliano della Global Sumud Flotilla, edizione primavera/estate 2026, finisce appena poche o...Ma non si deve pensare che possa trattarsi di un semplice sfogo. Tutto questo corrisponde ad una dinamica ben precisa anche se con un rischio: quello di perdere di credibilità agli occhi della pubblica opinione più moderata. Il problema della Flotilla (e di reazioni simili anche a livello politico pure se non così sfacciate) è che mescola tutto e alza i toni, con una faccia tosta che ha dell’incredibile. Quelli della “missione” si sarebbero potuti limitare alla loro contestazione verso il governo, come fanno da tempo. Alzare a quel livello la protesta significa davvero esporre tutte le istituzioni ad uno scontro che non ha alcun senso. L’Italia si muove attraverso i canali diplomatici e non con i muscoli o le imbarcazioni degli estremisti. Non è una guerra ad Israele quella che si può pretendere.




