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OPINIONE

Larghe intese, qualcuno fa i conti senza l'ostessa

di Alessandro Sallustilunedì 1 giugno 2026
Larghe intese, qualcuno fa i conti senza l'ostessa

2' di lettura

Non sono un esperto di marketing ma iniziare la campagna elettorale mettendo sul tavolo la proposta di una bella tassa patrimoniale non mi sembra una idea geniale. Eppure è proprio così, Elly Schlein non ha usato giri di parole e raccogliendo il plauso dei suoi alleati ha gettato la maschera: con la sinistra più tasse per tutti e caccia aperta ai ricchi.

Lascio all’amico ed esperto di questioni liberali Alberto Mingardi il compito di illustrarvi a pagina 3 il perché e il percome si tratti di una follia autolesionista e vado oltre, alle grandi manovre della politica che già guardano al dopo le prossime elezioni.

Politologi di chiara fama danno per scontato che dalle urne uscirà un pareggio, cioè che nessuna delle due coalizioni raggiungerà una maggioranza chiara sia alla Camera che al Senato. In tal caso, dicono questi esperti, si dovrà imbastire un governo di larghe intese pescando un po’ a destra e un po’ a sinistra tra chi ci starà e già si disegnano scenari e strategie.

In effetti con l’attuale legge elettorale parliamo di uno scenario teoricamente possibile ma qui mi sembra che si stiano facendo i conti senza l’oste, in questo caso l’ostessa Giorgia Meloni, senza il cui assenso e numeri alla mano è praticamente impossibile allestire una maggioranza di larghe intese se non forse mettendo insieme tutti, da Fratoianni a Vannacci passando per Renzi e Calenda. Per quanto in Italia ne abbiamo viste di tutti i colori stiamo parlando di pura fantascienza.

Di più. Siccome la Meloni ha già detto chiaramente che non ci pensa neppure un secondo a fare strani inciuci, è impensabile che il Presidente della Repubblica si prenda la responsabilità di varare una nuova legislatura lasciando all’opposizione il partito, Fratelli d’Italia, che comunque vadano le cose - salvo veri tracolli oggi impensabili - sarà quello che uscirà dalle urne con il maggior numero di voti. Morale della favola: senza il consenso di Fratelli d’Italia hai voglia a fantasticare su governi ibridi o tecnici che dir si voglia. Se uno dei due schieramenti non conquisterà la maggioranza sia alla Camera che al Senato non ci sarà alternativa al tornare immediatamente alle urne. Non sarebbe un dramma né un inedito tra i Paesi europei.

Insomma, chi già sta lavorando per aggirare la volontà popolare con giochetti di palazzo si metta il cuore in pace. O Giorgia Meloni impazzisce oppure non ce n’è per nessuno.

La prima ipotesi è davvero remota: ha costruito la sua ascesa rifiutando la pur minima contaminazione, sa bene che la perdita di consensi prima di Forza Italia e poi della Lega è figlia di alleanze di governo (Pd e Cinque Stelle) con partiti da valori e programmi incompatibili. Cambiare natura sarebbe suicida.

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