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Stabilicum, Antonio Noto stronca la sinistra: "Non favorisce il centrodestra"

martedì 2 giugno 2026
Stabilicum, Antonio Noto stronca la sinistra: "Non favorisce il centrodestra"

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Una sinistra sempre più a corto di argomenti, ormai da settimane, va raccontando che lo Stabilicum - la riforma elettorale presentata dalle forze di maggioranza - sarebbe figlia dalla paura di una sconfitta al voto che coverebbe Giorgia Meloni. Bene, tutte balle. Lo certifica il sondaggista Antonio Noto, che entra nei dettagli del meccanismo elettorale e spiega perché quanto sostenuto dal fronte progressista, semplicemente, non corrisponde al vero.

Secondo il direttore dell'istituto Noto Sondaggi il presunto vantaggio per il centrodestra evocato dalle sinistre, semplicemente, non trova riscontro nei numeri. Al contrario, il vero nodo riguarda la capacità delle coalizioni di presentarsi agli elettori in modo credibile e coeso.

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Intervistato dal Dubbio, Noto respinge la tesi secondo cui la riforma sarebbe stata concepita per favorire la maggioranza. "Non penso che questa legge, in questo momento, favorisca in maniera particolare il centrodestra. È vero che con la legge attuale il centrodestra avrebbe difficoltà a vincere seggi nell’Italia meridionale e insulare ma è anche vero che vale lo stesso per il centrosinistra al Nord. Quindi non penso favorisca una delle due coalizioni", sottolinea tranchant.

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Secondo il sondaggista, l'eventuale premio di maggioranza avvantaggerebbe semplicemente chi riesce a prevalere alle urne, ma l'esito resta tutt'altro che scontato. "Certamente il premio di maggioranza, giusto o sbagliato che sia, favorisce chi vince anche con un voto in più ma oggi sono talmente vicine le due coalizioni che è difficile prevedere come andrà".

Il punto decisivo, però, riguarda la percezione degli elettori. Noto sottolinea infatti come il centrodestra venga identificato dall'opinione pubblica come una coalizione vera e propria, mentre il cosiddetto campo largo appaia ancora come un insieme di soggetti distinti. "Quel che è certo è che esiste nell’opinione pubblica una coalizione di centrodestra mentre non esiste quella del campo largo, che è più una sommatoria di liste. Basta vedere al M5S, che ha una parte del suo 13% circa che non vedrebbe di buon occhio Renzi nella coalizione. Stessa cosa vale per l’alleanza con il Pd, come dimostrano le Amministrative. Se la legge elettorale prevede vincolo di coalizione poi non è detto che le sommatorie dei partiti vengano rispettate".

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