La Lega è pronta alla rivoluzione interna, ma chi ha vaticinato - e magari sperato - in una fine anticipata della segreteria di Matteo Salvini o in una Lega spaccata in mille pezzi, resterà nuovamente deluso. Il segretario, dopo l’addio traumatico a Vannacci e una più che comprensibile fase di riflessione, ha deciso di riprendere l’iniziativa politica e “attualizzare” le fila del partito per prepararlo al meglio alla grande sfida delle politiche del prossimo anno. La prima, importantissima, mossa del segretario è stata quella di siglare un patto d’acciaio con Luca Zaia. Lo ha fatto nel corso di un vertice super segreto che si è tenuto mercoledì. In quell’occasione il segretario federale ha convinto l’ex governatore del Veneto ad accettare il ruolo di vice con una speciale delega per il Nord. Zaia prenderà il posto di Alberto Stefani, attuale vice segretario, ma neo eletto governatore del Veneto. Nella riunione si sarebbe parlato anche di un ruolo per Massimiliano Fedriga (forse vice al posto di Vannacci) e Attilio Fontana. In modo da coinvolgere tutti i governatori del Carroccio. L’annuncio ufficiale verrà dato mercoledì prossimo nel corso del Consiglio federale convocato a Roma. Ma la partita è praticamente chiusa.
ALTRO CHE SPACCATURE
Con questa mossa Salvini mette a tacere tutte le voci di possibili dissapori con Zaia e gli altri governatori, che avevano addirittura portato ad ipotizzate un fantasioso congresso anticipato. Niente di tutto questo. Zaia e gli altri scenderanno in campo non contro, ma al fianco di Salvini per rilanciare l’azione della Lega al Nord. Per usare una terminologia cara ai leghisti, si potrebbe dire che dalla “Lega di lotta e di governo” si passerà alla “Lega dei territori e di governo”. Cioè il Carroccio deve tornare ad essere il “sindacato” delle piccole e medie imprese, degli artigiani, dei commercianti e delle partite Iva. Parlare solo alla pancia della gente non basta più, anche perché adesso sul mercato c’è un competitor che rischia di essere più efficace. Ci riferiamo a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che non avendo responsabilità di governo, può sparare alto. Tanto nessuno può andare a vedergli le carte. Compito di Zaia sarà anche quello di valorizzare il lavoro dei tanti bravi amministratori che sui territori stanno facendo bene, tenendo alta la bandiera della Lega. Anche nell’ultima tornata elettorale la maggior parte dei sindaci leghisti è stata confermata e i restanti- salvo rari casisono impegnati nel ballottaggio di domenica e lunedì. Il loro impegno, però, va canalizzato meglio, messo a sistema e divulgato a dovere. Solo così la Lega potrà tornare ad aumentare le proprie percentuali in quei territori che rappresentano il cuore pulsante della movimento, ma che sono anche quelli che più hanno sofferto rispetto alla trasformazione del Carroccio in partito nazionale.
Luca Zaia, lo sfogo: "Stop ai muli? Una follia contro gli Alpini"
«Siamo l’“ufficio complicazioni affari semplici”: questo Paese rischia di morire di burocrazia. ...Per ora Zaia dovrà rinunciare alla sua idea di una divisione della Lega in stile bavarese. Una strategia giudicata troppo rischiosa in questo delicato momento. Ma nella visione di Salvini, Zaia più di ogni altro appare come l’uomo giusto per questa fase di rilancio. I motivi sono svariati. Intanto il forte impatto comunicativo, sottolineato qualora ce ne fosse stato bisogno- dal successo del suo podcast “Il Fienile”, capace di segnare oltre 90 milioni di visualizzazioni complessive al mese. Numeri record non solo per un politico. In più Zaia è in grado di parlare al mondo produttivo del Nord grazie alla sua lunghissima esperienza di governatore. Ruolo che non ha più e proprio questa libertà è tra le ragioni che lo hanno fatto preferire a chi, invece, ha ancora responsabilità di governo regionale. Il piano di rilancio messo a punto da Salvini, però, non pensa solo al Nord. E non è casuale che alla riunione abbia partecipato anche Claudio Durigon, l’uomo forte del segretario nel Centro Italia. Mercoledì verrà ufficializzata anche la decisione di allargare al Sud il lavoro di coordinamento del sottosegretario. Un premio per il buon lavoro fatto fin qui per dare al partito una struttura stabile in aree storicamente non leghiste, ma anche una necessità se davvero Domenico Furgiuele dovesse “tradire” il Capitano per il generale. Zaia e Durigon, insomma, agiranno a tenaglia sulle due aree del Paese. A tenere tutto insieme ci penserà la Lega di governo, ovvero Matteo Salvini, al quale resterà l’onere, mai messo in discussione, di guidare il suo partito alle elezioni del 2027.
Generale Vannacci, la voce del fedelissimo: "Chi ci sta cercando in tv", gioco sporco a sinistra
Recita l'adagio sinistro: "il nemico del mio nemico è mio amico". E a La7, la tv più rossa d...SFORZO ECONOMICO
I temi dell’agenda messa a punto da Salvini e Zaia sono ovviamente quelli dell’Autonomia differenziata, ma anche quelli economici-imprenditoriali. A questo proposito al vertice segreto era presente anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al quale è stata rinnovata la fiducia e l’apprezzamento per il lavoro svolto fin qui. Nella strategia messa a punto per la “nuova” Lega, però, tutto questo non basta. Salvini ha chiesto al suo ministro un ulteriore sforzo. Il senso del discorso è questo: va bene tenere i conti in ordine, va bene lo sforzo fatto per ridurre il rapporto debito/Pil dall’8,1 al 3.1%; vanno bene i numeri record sull’occupazione; però i conti in ordine non bastano per vincere le elezioni. Per questo Salvini ha chiesto a Giorgetti un piano a breve termine per “rifornire” le tasche degli italiani con soldi veri. E se ci sarà da sacrificare qualche equilibrio di bilancio, pazienza. Starà ora al ministro trovare il modo per accontentare il suo segretario.




