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VaffanTrump, stai trascinando nel ridicolo l'America intera

di Alessandro Sallustidomenica 21 giugno 2026
VaffanTrump, stai trascinando nel ridicolo l'America intera

2' di lettura

“Pensavo fosse amore, invece era un calesse”. La celebre battuta che dà il titolo a uno dei più riusciti film di Massimo Troisi ben si addice alla traumatica e inaspettata in questi termini fine della storia tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Tecnicamente si potrebbe parlare di “separazione con addebito” avendo il presidente americano palesemente violato i doveri coniugali di buon alleato. Lo ha fatto anche ieri con una nuova esternazione violenta e offensiva contro la nostra premier.

Ormai per lui Giorgia Meloni è una ossessione, non si capacita della sua autonomia, del suo reagire con fermezza a provocazioni e falsità. Lo diciamo con parole diverse ma con la stessa franchezza usata ieri su questa prima pagina: ma vaffanTrump che stai trascinando nel ridicolo l’America intera. È vero: Giorgia Meloni ha detto dei no importanti alle folli richieste di Trump, lo ha fatto nell’interesse dell’Italia e dell’Europa. Ci sta che il presidente si sia indispettito, non ci sta che applichi sudi noi il decalogo del suo mentore, il famigerato e spregiudicato avvocato Roy Cohn.

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Che tra l’altro prevede: nega sempre (rifiuta qualsiasi accusa o critica indipendentemente dallo loro fondatezza, è segno di debolezza); colpisci le gambe e non il pallone (attacca la credibilità e la reputazione del tuo avversario piuttosto che discutere il merito dei suoi argomenti). È un film che abbiamo visto tante volte (da Zelensky umiliato nello Studio ovale al Papa offeso in mondo visione passando per Macron «trattato male dalla moglie» e per il premier britannico Starmer «che non è certo Churchill») ma questa volta qualcosa gli è andato storto, qualcuno ha osato contraddirlo, rispondergli per le rime. Insomma, Trump è incappato nell’imprevisto noto come “donna italiana di umili origini dotata di coglioni” ed è rimasto scoglionato tipo Davide contro Golia.

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Non sono un grande esperto, ma a occhio da questa storia Giorgia Meloni ne esce rafforzata sia in casa che in Europa. E una cosa è certa: non finisce qui, prepariamo i popcorn perché ne vedremo delle belle.

Ps. Per quei pochi che ieri si sono offesi per il nostro titolo “Trump è un coglione” possiamo rettificare: “Trump non è un coglione, è l’altro”.

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