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Bologna, la città amministrata da Matteo Lepore è la capitale degli spinelli

di Alessandro Gonzatolunedì 29 giugno 2026
Bologna, la città amministrata da Matteo Lepore è la capitale degli spinelli

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La rossa Bologna ha il record italiano di consumo di canne, è ai primi posti per l’assunzione di ecstasy e amfetamine, e il sindaco Matteo Lepore, dem con aspirazioni nazionali, da poco ha deciso di distribuire gratuitamente pipette per il consumo di crack, ma non per scalare l’ennesima classifica. Il Comune del Pd lo fa «per ridurre il danno», gliel’hanno spiegato i medici e noi che non capiamo le strategie democratiche non siamo nemmeno infermieri. Il primato di cannabis e pastiglie lo ha certificato l’ultimo rapporto del Dipartimento delle politiche contro la droga. Negli anni ’70 e ’80 Verona era soprannominata la Bangkok d’Italia, a causa dei morti per eroina. Che oggi si sta diffondendo a Bologna – mancava pure l’eroina – diventata capitale della distruzione di neuroni, sennonché il sindaco ha altre priorità. Tra le principali la difesa degli occupatori seriali di immobili – gli elettori vanno sempre salvaguardati – e in questa categoria spiccano collettivi e centri sociali le cui continue iniziative sono stupefacenti.

Il Lepore s’è poi deciso, ed era ora, a prendere sul serio il vero problema che attanaglia la città, ossia l’islamofobia, i musulmani che si sentono presi di mira, financo minacciati dal razzista popolo italico: ecco che il dem ha aperto il primo sportello ad hoc per raccogliere le segnalazioni, e lo ha fatto un mese dopo l’attentato di Modena, quando il musulmano Salim El Koudri ha falciato con l’auto un gruppo di passanti e poi ha provato a completare l’opera brandendo un coltello da cucina. Ha detto, non Lepore ma El Koudri, che in Italia non sentiva realizzate le proprie ambizioni: limitati noi a non capirlo. E però a Bologna anche la vice è dem, si chiama Emily Clancy, è un’attivista Lgbt molto vicina alla Schlein, e quando s’è insediata ha sùbito messo in chiaro che «i dipendenti transgender del Comune potranno usare il nome d’elezione nel badge e nelle mail». E che cavolo, finalmente! Quando è stato annunciato lo sportello anti islamofobia la Clancy ha sottolineato che va «migliorata anche la comunicazione in lingua araba» e ha precisato che glielo chiedeva pure un ordine del giorno del Consiglio comunale, soldi pubblici ben spesi.

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Quasi dimenticavamo, e ci scusiamo con chi ha in programma una vacanza a Bologna e si è sentito in pericolo, che è già operativo da tempo lo “sportello antidiscriminazione” per Lgbtqia+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, e ammettiamo di non conoscere il seguito). Torniamo alla droga e non dite a Lepore che questa incide sulla sicurezza, anche perché se glielo dite – in caso fatelo con un certo tatto – il dem vi risponde che l’uso del taser, ossia la pistola a impulsi elettrici, non va affatto bene. Forse perché discrimina i delinquenti, chissà. Intanto Bologna, prendiamo l’ultima classifica del Sole 24 Ore, è quarta nell’indice generale della criminalità: terza per rapine, quinta per furti, sesta per danneggiamenti ed estorsioni. Altri dati: nel feudo rosso, stando al rapporto del Dipartimento antidroga, il 23 per cento dei minorenni ha provato almeno una volta la cannabis o peggio; nel 2024 la percentuale era del 20. Sale al 26 per cento nella fascia d’età trai 15 e i 19 anni. C’è tempo per pensarci.

Il sindaco è stato impegnato a esporre dal suo ufficio la bandiera della Palestina; poi per non scontentare nessuno ha esposto pure quella d’Israele, col risultato che è stato insultato dagli uni e dagli altri. Lo stesso popolo pro-Pal a cui ha provato a lisciare la kefiah ha puntualmente devastato il centro a ogni manifestazione, pacifica ovviamente. Qualcuno maligna che il democratico Lepore abbia in mente di trasformare le Torri in minareti e che sia sul punto di indire un bando per il reclutamento di muezzin. Chi ce l’ha riferito, però, si era appena fatto una canna sotto i portici.

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