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Bologna, lo sportello anti-islamofobia: l'ultima trovata di Matteo Lepore

di Francesco Storacedomenica 31 maggio 2026
Bologna, lo sportello anti-islamofobia: l'ultima trovata di Matteo Lepore

2' di lettura

 Alla sinistra non basta mai. A pochi giorni dalla tentata strage di Modena, a poche ore dalla sonora batosta rimediata a Venezia con la lista del Pd a disposizione dei candidati islamici, insiste. E fa arrabbiare ancora di più chi guarda attonito in direzione delle loro amministrazioni locali. L’ultimo segnale viene proprio dal capoluogo dell’Emilia. A Bologna il Comune ha infatti deciso di attivare uno sportello contro l’islamofobia. Così, tanto per fare la parte dei buonisti contro i cattivisti. In pratica, chi vuole segnalare episodi di intolleranza contro gli islamici va in Comune. Chissà se avviene lo stesso nei paesi musulmani dove invece i cristiani li scannano direttamente. Ovviamente si registrano proteste soprattutto dalle parti del centrodestra, anche a nome di chi non sopporta questa ondata di demagogia.
Va detto che Bologna non ha il primato in materia: la nave scuola, tempo addietro, è stata Torino.

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Ovviamente, non si ha notizia di iniziative analoghe su quello che cominciano a patire- se osano indossare la kippah ed essere riconoscibili le comunità ebraiche locali, nonostante l’odio di matrice pro-Pal sia (per numeri e violenza) decisamente più dilagante. E quel che fa più riflettere è proprio il timing dell’iniziativa dell’amministrazione del sindaco Lepore. La decisione arriva subito dopo l’attentato della vicina Modena, un’azione che la sinistra ha subito minimizzato, evidenziando i «disturbi psichici» di Salim El Koudri. Quel che stupisce è quella che è la sempre più evidente superficialità dei dem. In pratica l’Islam e i musulmani come vittime strutturali di razzismo occidentale, mentre i problemi di integrazione, radicalizzazione, criminalità e incompatibilità culturale vengono minimizzati o attribuiti solo a “povertà” o “disagio”. Ed è evidente che tutto questo crea ulteriore rabbia nella popolazione residente, quasi messa sotto accusa per islamofobia dalle amministrazioni locali. Assistiamo al trionfo dell’ideologia multiculturalista: per questa sinistra post-’68, criticare aspetti dell’islam (sharia su donne, omosessuali, apostasia, parallelismi con estremismo) è “islamofobia” per definizione. L’Occidente è sempre il colpevole.

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Eppure l’integrazione di massa da paesi con culture incompatibili ha fallito in gran parte d’Europa. Invece di ammetterlo (controlli, rimpatri, assimilazione forte), si doppia con gli sportelli anti-critica. Risultato: insicurezza per tutti, comprese le comunità musulmane integrate che non vogliono la radicalizzazione. E sempre in Emilia, si registra la protesta di un gruppo di residenti a Groppallo, frazione in alta Val Nure del Comune di Farini, nel Piacentino, contro l’insediamento di un centro di accoglienza per migranti. Il comitato dei cittadini che si è costituito nei giorni scorsi ha infatti depositato un'istanza formale di sospensione del decreto della prefettura che assegna la quota di profughi nella frazione a mille metri di quota. Matteo Salvini sta seguendo la vicenda del centro d’accoglienza per immigrati previsto a Groppallo - si legge in una nota della Lega-, la piccola frazione in alta Val Nure del Comune di Farini in provincia di Piacenza. Salvini - si sottolinea - condivide le preoccupazioni del territorio, fa e sta facendo tutto il possibile affinche' siano ascoltati i cittadini ed è disponibile a incontrare i residenti.