Mercoledì sera a Napoli, in piazza del Gesù Nuovo, il comizio unitario del “campo largo” si è trasformato in un flop annunciato. Contestazioni dei movimenti dei disoccupati e provocazioni di Potere al Popolo hanno rovinato l’evento, confermando i timori espressi da giorni dai parlamentari campani dem e dai coordinatori locali pentastellati. Già dal 1° luglio, dopo l’occupazione della sede regionale Pd da parte dei disoccupati, era arrivato un chiaro messaggio a Roma: "Venire in piazza ora è rischioso". Come riporta La Stampa, anche il sindaco Gaetano Manfredi aveva sconsigliato la manifestazione pubblica, suggerendo un luogo più protetto.
I leader Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno però deciso di procedere, fedeli alla linea di “portare il programma tra la gente”.Il risultato è stato deludente in termini di partecipazione, scatenando veleni interni. Dal M5S si sottolinea di aver portato più bandiere, mentre nel Pd chi aveva lanciato l’allarme ora si presenta come “oracolo inascoltato”. Dirigenti dem ammettono: "Ce la siamo giocata male". Ai vertici dei tre partiti è in corso una riflessione. È concreta la possibilità che il secondo comizio, previsto mercoledì prossimo a Padova, venga rinviato per consentire ai leader di partecipare al voto sulla nuova legge elettorale alla Camera e per preparare meglio l’evento.Sul fronte interno, l’ex sottosegretario Bruno Tabacci ha lasciato il Pd per passare al Misto, motivando la scelta con l’esigenza di uno spazio politico più ampio.
Elly Schlein fischiata dai suoi elettori, FdI infierisce: "Forse..."
"Abbiamo una grande opportunità e una grande responsabilità. Noi possiamo promettere, come diceva Nic...Le polemiche più vive riguardano la politica estera: le parole di Conte sulla Russia ("non rappresenta una minaccia") hanno riacceso le divisioni nel Pd, con critiche di Giorgio Gori e Pina Picierno, mentre Matteo Renzi osserva compiaciuto che spostare la coalizione troppo a sinistra non paga.




