L'Italia parteciperà al summit organizzato a Washington dal segretario di Stato Usa Marco Rubio per discutere del "terrorismo transnazionale di estrema sinistra". Secondo quanto spiegano fonti di Palazzo Chigi, il governo sta lavorando per partecipare con una rappresentanza di livello politico, a livello di sottosegretario. Apriti cielo. In poche ore la sinistra italiana ha perso il controllo. "Sarebbe stato più che opportuno che il governo italiano non partecipasse all'ennesima iniziativa di propaganda dell'amministrazione Trump che strumentalizza sicurezza e azione antiterrorismo ai fini dello scontro politico interno e per distrarre dai fallimenti dell’amministrazione sul piano internazionale ed esterno, alimentando la paura per un presunto pericolo rosso transnazionale per la democrazia. È necessario che il governo italiano chiarisca i contorni della propria partecipazione e cosa andrà a dire. Se il governo italiano fosse serio e con la schiena dritta direbbe con chiarezza a Rubio che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale e che oggi per le democrazia liberali è ben più forte il pericolo eversivo rappresentato dall'involuzione illiberale degli Usa di Trump", afferma il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che aggiunge: "Chiunque parteciperà al vertice per il governo italiano non avrà il mandato di affermare questo; perciò chiediamo al governo Meloni di ripensarci e non partecipare all'ennesimo show propagandistico asservendosi ancora a chi solo pochi giorni fa chiedeva per il presidente del governo italiano un ordine restrittivo".
A fargli eco Nicola Fratoianni che - tramite Avs - ha presentato addirittura un'interrogazione parlamentare: "Vogliamo anche sapere, nel caso abbia aderito all'invito, se intende con urgenza riferire al Parlamento le motivazioni dell'adesione e quali obiettivi intende perseguire con la partecipazione all'incontro promosso dall'Amministrazione Usa".
Non si smentisce neppure il Movimento 5 Stelle che con Alessandra Maiorino parla dell'ipotesi di mandare un sottosegretario al vertice che, "se confermata, sarebbe una decisione inquietante" che "conferma l'affinità ideologica tra Meloni e Trump. Un disperato tentativo della premier di rientrare nelle grazie del presidente americano anche a costo di sposare il modello fascistoide trumpiano".




