Per la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito dell'esame della legge elettorale alla Camera, i sospetti si concentrerebbero soprattutto su Forza Italia. Dopo che la maggioranza è andata sotto a Montecitorio, diversi onorevoli del partito fondato da Silvio Berlusconi avrebbero cominciato a chattare. Simone Canettieri sul Corriere della Sera scrive: "Un gruppo di venti deputati azzurri, non proprio allineati con Antonio Tajani (per usare un eufemismo), da qualche giorno ha creato un gruppo segreto su WhatsApp dove si monitora il fronte del 'no' all’emendamento. Notizia: è la chat dei franchi tiratori di Forza Italia. Ne fanno parte diverse donne".
Dopo la votazione, invece, Tajani è uscito dall'aula, incredulo come molti altri esponenti di governo. Secondo quanto riporta il Corsera, una parte di Forza Italia avrebbe votato contro l’emendamento o per una questione di merito oppure per mandare un segnale al leader azzurro nonché ministro degli Esteri. Matilde Siracusano, sottosegretario di Forza Italia con delega ai Rapporti con il Parlamento, si sarebbe fatta dare la "strisciata" degli assenti non giustificati perché non in missione. Si tratterebbe di quattro di FI e tre della Lega. Secondo Raffaele Nevi, braccio destro di Tajani, "sono mancati i voti dei vannacciani". Un pensiero condiviso, pare, dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Se pure fosse così, però, i voti di Futuro nazionale non sarebbero bastati a far saltare il banco.
All'appello mancano almeno 30 voti nel centrodestra. Da Via della Scrofa, sede di FdI, avrebbero riferito - come si legge sul Corriere - di una riunione di Forza Italia con Tajani poco prima del voto. Una riunione in cui molte donne, che nei giorni scorsi avevano pure sottoscritto un appello, si sarebbero espresse contro le preferenze.




