La corsa per il Quirinale è già partita. Ed è quella che interessa di più le coalizioni. Molto dipende da chi arriverà a Palazzo Chigi. Ed è qui che entra in gioco il partito del “pareggio”, che ha sostenitori sia a destra che a sinistra. Se, infatti, le prossime elezioni politiche non dessero un risultato certo, inevitabilmente si dovrebbe arrivare a una maggioranza trasversale. E a un premier di garanzia, benvoluto a destra come a sinistra. Scenario che produrrebbe effetti anche sulla scelta del candidato alla successione di Sergio Matteralla. Se, infatti, il premier fosse un compromesso tra i due schieramenti, anche la partita del Quirinale replicherebbe lo stesso schema. Ma pure nel caso in cui non ci sia un pareggio e le urne esprimano un risultato chiaro, la partita del Colle dovrà per forza comportare un dialogo tra i due fronti. Ed è su questo che in tanti già oggi lavorano.
Nel centrosinistra c’è un obiettivo, prima di tutto: evitare che al Quirinale arrivi Giorgia Meloni o uno dei suoi. Per farlo bisogna tessere una tela con chi, nel centrodestra, potrebbe essere interessato a evitare questo esito. Questo è il motivo per cui, al di là dello scontro quotidiano, è cominciato un dialogo tra le due parti. Dario Franceschini, come ha scritto il Corriere della Sera, è uno dei più attivi a sinistra nell’impresa di evitare l’arrivo al Colle di Meloni o di uno dei suoi. Suo alleato, e ugualmente attivo, è Matteo Renzi, tra i primi a denunciare il “rischio” che Meloni, dopo aver battuto il record di prima donna premier in Italia, batta anche quello di prima presidente della Repubblica-donna.
Mario Draghi, "chi lo sogna al Colle": elezioni, la variabile del pareggio
C'è un convitato di pietra che, senza parlare, riesce a rimettere in agitazione maggioranza e opposizione. &E...I candidati o aspiranti sono tanti. Uno di cui poco si parla, ma che è molto citato nelle terrazze romane, per esempio, è Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, già ministro della Cooperazione internazionale nel governo Monti, vicino a quel mondo di associazionismo cattolico che, attorno all’Istituto Sturzo, ha provato a rianimare un protagonismo dei cattolici, a partire dalla battaglia sulla nuova legge elettorale. Riccardi è vicino al centrosinistra, ma è un punto di riferimento nel Vaticano e in ambienti cattolici. Non è l’unico. La lista è lunga. Quello che è chiaro è che, per identificare un profilo trasversale, che eviti la possibilità di Meloni al Colle, bisogna lavorare già ora, gettando le basi perché il dialogo sia possibile. Ed è quello che, trasversalmente, si sta facendo. Tra le righe della discussione sulla legge elettorale, per esempio, invisa pure a una parte del centrodestra.




