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Gregorio Paltrinieri contro Macron: "Nuotare nella Senna? Acqua putrida, si finisce in ospedale"

di Roberto Tortoralunedì 3 agosto 2026
Gregorio Paltrinieri contro Macron: "Nuotare nella Senna? Acqua putrida, si finisce in ospedale"

2' di lettura

Due anni dopo i giochi olimpici di Parigi, ci risiamo. Gli sport acquatici vivono emozioni ambivalenti. Quelli in vasca godono dell’eccellente Centre Aquatique che ha già ospitato i cinque cerchi, mentre quelli in acque libere vivono la vigilia con preoccupazione, visto lo stato non eccellente dell’acqua della Senna.

A riaccendere lo scontro è Gregorio Paltrinieri, che, come riportato da La Verità, punta il dito contro le condizioni del fiume e contro la scelta degli organizzatori di confermare le gare nelle sue acque nonostante i timori degli atleti. Il campione azzurro, il più longevo tra i protagonisti del nuoto mondiale, non usa mezzi termini sul Corriere della Sera riferendosi all'esperienza olimpica del 2024, quando concluse soltanto al nono posto nella prova in acque libere: “La Senna ci fa paura, abbiamo paura dell'escherichia coli, dell'acqua putrida. Ai giochi olimpici partimmo in 30 per il fondo e in 10 sono finiti all'ospedale. Io arrivavo da gare eccezionali in vasca: argento nel 1500, bronzo negli ottocento”. Il precedente pesa. Il 6 agosto 2024, infatti, dieci atleti finirono in ospedale dopo gli allenamenti nella Senna, dove si disputò la dieci chilometri. Nel fiume erano stati segnalati escherichia coli, salmonella e sostanze chimiche irritanti. Tra i casi più eclatanti quello di un atleta canadese del triathlon, che vomitò trenta volte dopo la gara.

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 Le rassicurazioni dell'Eliseo non convincono gli atleti. Emmanuel Macron, che vuole salvare i “nuotatori” marocchini che assaltano Ceuta, non sembra invece preoccuparsi degli atleti nella sua città. Il governo francese, certo, ha investito 1,4 miliardi di euro nel progetto di bonifica del fiume e continua a difendere la scelta di utilizzare la Senna come teatro delle competizioni. Ma i nuotatori chiedono garanzie diverse. Denuncia ancora Paltrinieri: “Quello che più mi dispiace è che nel nostro sport l'atleta conta poco”. Il campione rivela anche i tentativi andati a vuoto per ottenere un cambio di sede: “Abbiamo inviato due lettere all'European Aquatics per spostare le gare in un laghetto vicino Parigi, ma niente. Ci concedono di fare analisi indipendenti delle acque del fiume e ci rimborsano le spese mediche se qualcuno dovesse stare male”. Infine l'ultima richiesta respinta: “Abbiamo chiesto di posticipare le gare di fondo rispetto a quelle in piscina così che se uno si sente male dopo le gare nel fiume non si pregiudica gli altri risultati, ma nulla da fare”, conclude Paltrinieri.

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