Giorgia Meloni ci aveva provato, con un post pubblicato ieri sui social, a far capire a Giuseppe Conte che lei non era in alcun modo interessata ad attaccarlo personalmente. L'unica cosa che, a suo avviso, conta davvero - come per molti italiani - è fare piena luce sulla gestione della pandemia. Giuseppi, però, non l'ha ascoltata ed è andato dritto per la sua strada. Una strada che non prevede risposte nel merito della gestione dell'emergenza, bensì attacchi gratuiti alla premier.
"Cara Giorgia Meloni, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C'ero anche oggi in Commissione Covid", ha scritto il leader del Movimento 5 Stelle sui social. Poi, per distogliere l'attenzione dalla questione pandemia, ecco il fango sulla premier: "Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso. Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid". E ancora: "Dicci quando Santanchè andrà in Tribunale senza protezioni e scudi sull'inchiesta per truffa Covid". Giuseppi si concede anche la chiusura a effetto: "Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all'Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male".
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Insomma, Conte non riesce proprio a rimanere nel merito della questione e a non buttarla in politica. E questo Meloni, che conosce benissimo chi ha davanti, lo aveva già anticipato: "Francamente non capisco perché l’ex premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di 'buttarla in politica'. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo".
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