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Ranucci, "il dolore dei figli?”: la lezione di Gimmi Cangiano

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martedì 11 agosto 2026
Ranucci, "il dolore dei figli?”: la lezione di Gimmi Cangiano

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"Il dolore dei figli merita sempre rispetto. Quello di tutti. Ho ascoltato le parole di Sigfrido Ranucci e non ho potuto non ripensare a quello che, qualche mese fa, ho dovuto spiegare ai miei figli. Oggi questa storia sta prendendo una direzione molto diversa. Una cosa, però, dovrebbe insegnarcela: il fango non diventa fango soltanto quando finisce sulla nostra porta": il deputato di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano, lo ha scritto in un post su Instagram a corredo di un video in cui commenta il caso Ranucci e anche quanto successo a lui stesso qualche tempo fa. 

"Ho letto questa mattina le parole di Sigfrido Ranucci sul Corriere e una frase mi ha colpito in modo particolare. Lui dice, vedere il dolore dei miei figli mi ha fatto impazzire. Per me è una sensazione che conosco benissimo perché qualche mese fa sono tornato a casa e ho dovuto spiegare ai miei figli, ragazzini, perché in televisione il volto del loro papà compariva accanto al boss della camorra mentre si parlava di questa storia della bomba. Ho dovuto spiegare ai ragazzi perché una lettera anonima, il mio paese San Marcellino, qualche suggestione alla mia appartenenza a Fratelli Italia erano bastati per farmi diventare il possibile mandante di quella bomba", ha spiegato Cangiano.

"Poi questa storia ha avuto un risvolto diverso, l'uomo arrestato con l'accusa di essere il mandante è Valter Lavitola. Non è un mio amico, non è uno di San Marcellino, non è uno di Fratelli Italia, ma è un amico di Ranucci - ha proseguito il deputato meloniano -. E tornando ai figli io rispetto il dolore di Ranucci, il dolore dei figli, proprio perché quel dolore l'ho vissuto e l'ho visto negli occhi dei miei figli. E mi sarebbe piaciuto che almeno una volta Ranucci avesse pensato anche alle tante famiglie delle persone sulle quali ha riversato sospetti, insinuazioni, accuse perché dietro un volto mandato in tv non c'è soltanto il politico, l'imprenditore ma c'è una persona, ci sono delle famiglie, ci sono appunto i figli e il dolore dei figli non cambia valore a seconda di chi sia il loro papà oggi. Ranucci dice che vedere qualcuno infangare il padre lo fa impazzire, ha ragione e forse proprio oggi dovrebbe fermarsi un attimo e pensare a quante persone in questi anni sono tornate a casa dopo un servizio di Report e hanno dovuto spiegare alle proprie famiglie, ai genitori, ai figli sospetti, insinuazioni, accostamenti; perché il dolore non vale di più quando riguarda noi e di meno quando riguarda gli altri. E il fango, a mio avviso, non diventa improvvisamente fango soltanto quando finisce sulla nostra porta. Forse questa storia, almeno questo, dovrebbe insegnarlo anche a Ranucci”.