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Militari nel partito di Vannacci, la Procura Militare dispone accertamenti

giovedì 3 settembre 2026
Militari nel partito di Vannacci, la Procura Militare dispone accertamenti

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La Procura Militare di Roma precisa che "non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista, né ha indicato tale ipotesi quale oggetto degli accertamenti disposti. La stessa Procura, nel motivare la propria decisione, ha infatti precisato che si è ritenuto opportuno disporre 'accertamenti preliminari tesi a chiarire in quale contesto debbano essere inquadrati i fatti e a verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di interesse di questo Ufficio', rilevando inoltre che 'la genericità di quanto evidenziato non consente - allo stato - di procedere a formali iscrizioni nel registro di cui all’art. 335 cpp'.Si tratta di un passaggio inequivocabile: non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato, né risulta avviata un’indagine penale nei confronti del generale Vannacci. È inoltre necessario precisare che nell’esposto presentato alla Procura Militare dal Sindacato dei Militari non viene formulata alcuna ipotesi di ricostituzione del partito fascista e non viene fatto alcun riferimento alla legge Scelba".

Gli accertamenti disposti dalla Procura riguardano, "come espressamente indicato nel suo comunicato, la posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa di Futuro Nazionale, allo scopo di verificare l’eventuale sussistenza di fatti di stretta competenza della giurisdizione militare. Pertanto, il titolo secondo cui la 'Procura Militare avvia indagine su Vannacci' per la 'ricostituzione del partito fascista' è una rappresentazione che non trova alcun riscontro negli atti della Procura. Si sta infatti attribuendo all’autorità giudiziaria un’indagine che non risulta essere stata avviata, un’ipotesi - quella della ricostituzione del partito fascista - che non è contenuta nell’esposto alla Procura Militare e un’iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p. che la stessa Procura afferma espressamente di non aver effettuato. La distinzione non è formale, ma sostanziale. E, considerata la gravità dell’accusa evocata, non può essere ignorata né trasformata in un titolo giornalistico che presenta come fatto accertato ciò che, negli atti ufficiali, semplicemente non risulta".