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Repubblica descrive gli elettori di Afd come bifolchi e poveracci

lunedì 7 settembre 2026
Repubblica descrive gli elettori di Afd come bifolchi e poveracci

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Quando la destra vince, è perché a votarla sono persone povere, con poca istruzione. Parola della sinistra, che - di fronte alla vittoria dell'Afd - se ne esce con una "giustificazione" delle sue. Insomma, la "sindrome Bonaccini", che nei giorni scorsi ha sollevato non poco clamore, si diffonde anche all'indomani del voto in Sassonia-Anhalth. Ed ecco che si inizia con Repubblica che oggi offre l'identikit dei tedeschi che hanno decretato l’exploit dell’Alternative für Deutschland, ossia "Uomini, operai, persone economicamente disagiate e con un’istruzione bassa: ecco chi ha votato AfD". D'altronde, solo il giorno prima, il quotidiano intitolava "onda nerissima". 

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Il risultato deriva dalle prime analisi del voto, dalle quali risulta che AfD in Sassonia-Anhalth ha incassato il voto del 59 per cento degli operai, del 65 di chi versa in una condizione di disagio economico e del 57 di chi ha un livello di istruzione basso, a fronte del 30 per cento di chi ha un titolo di studio superiore. Il voto catalizzato da Ulrich Siegmund è stato espresso dal 50 per cento degli uomini e dal 39 delle donne e per il 52 da elettori tra i 35 e i 59 anni, pur risultando primo in tutte le fasce d'età.

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La sinistra però invece di concentrarci sul perché il voto popolare lo attrae la destra, preferisce proseguire con il suo atteggiamento "snob". Commentando il voto in Sassonia-Anhalt, Sandro Ruotolo del Pd, oltre ad avvertire che l'Europa si deve molto preoccupare per com’è andata, ha detto che "non basta lanciare l’allarme democratico, dobbiamo capire perché l’estrema destra cresce: nelle periferie, nei territori che si sentono dimenticati, tra chi ha paura di perdere il lavoro, non trova una casa e teme che i propri figli vivranno peggio dei genitori". Ruotolo, però, invece di rivolgersi alla propria famiglia politica, ha ritenuto di lanciare un ammonimento ai conservatori europei: "Sarebbe un errore gravissimo – ha sostenuto – se pensassero di fermarla inseguendola sul terreno dell’immigrazione, dei diritti e delle minoranze".