Se persino Lilli Gruber perde la pazienza, allora nel centrosinistra devono davvero averla fatta grossa. Perché la conduttrice di Otto e mezzo, che da anni sottopone Giorgia Meloni e il governo tutto a una radiografia quotidiana con la delicatezza di un controllo fiscale, stavolta ha rivolto il bisturi dall’altra parte. E il referto, per Elly Schlein e Giuseppe Conte, non è granché rassicurante.
Rispondendo su Sette a un lettore che le chiedeva se destra e sinistra stessero discutendo dei giusti temi alla vigilia di una tornata elettorale combattuta, Gruber non ha certo usato il fioretto. Il centrosinistra, scrive, ha passato l’estate a parlare di se stesso: primarie aperte o chiuse, online o nei gazebo, terzo nome, papa straniero, capo del partito più votato, candidati simbolici. In sintesi: una «partita ombelicale», avvitata sulle ambizioni personali di leader più interessati alla propria candidatura a Palazzo Chigi che alla costruzione di un’alternativa vera.
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Il quadro politico si mostra abbastanza stabile in Italia secondo l'ultima Supermedia, la prima dopo la pausa e...Detto da un editorialista di destra sarebbe stato bollato come il solito attacco interessato. Detto da Gruber somiglia invece a una perizia autoptica. Per mesi il fronte progressista ha discusso di regole senza avere ancora deciso chiaro chi giocherà, con quale schema e possibilmente per perseguire qualche programma. La coalizione che dovrebbe presentarsi come l’alternativa al governo Meloni sembra una riunione di condominio in cui si litiga per scegliere il presidente prima ancora di sapere se il palazzo abbia un tetto.
Il punto più doloroso, però, non è nemmeno la rissa sulle primarie. la domanda che Gruber mette nero su bianco: qual è l’idea di società di Schlein e compagni? Quali sono le proposte forti? Come si tiene insieme l’europeismo con il pacifismo, la difesa comune con i distinguo permanenti, Conte con Schlein, Schlein con i riformisti, i riformisti con chi strizza l’occhio al fondamentalismo islamico? Domande semplici, talmente semplici che da quattro anni nessuno riesce a rispondere.
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Ora la sinistra lo dice anche a voce alta: l'unica strategia efficace per far crescere l'economia è quell...Naturalmente Gruber resta Gruber e quando sposta l’attenzione su Meloni torna a maneggiare il consueto arsenale: governo «magrissimo», alchimie elettorali, Vannacci, Schengen, sicurezza, economia. Nulla di sorprendente. Anzi, proprio questo rende più significativa la parte precedente. Perché se una voce così severa con il centrodestra sente il bisogno di dire al centrosinistra che sta perdendo tempo, vuol dire che il problema non è più occultabile dietro l’antimelonismo di rito. E infatti arriva la stoccata che fa più male: dopo quattro anni di governo di «destra-destra», Pd e Movimento 5 Stelle sono grosso modo fermi alle stesse percentuali. Non crescono.
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Come fanno a stare insieme l’inventore del Jobs act e Fratoianni? Come è possibile che un riformista con fo...Non sfondano. Non capitalizzano. A sentire certi talk show, Meloni sarebbe assediata da una rivolta imminente nel suo stesso schieramento; poi si guardano i numeri e ci si accorge che l’assedio ha pochi soldati e parecchi opinionisti. Gruber chiede a Elly e Giuseppi se si siano domandati il perché. Una domanda quasi crudele nella sua banalità. Forse perché il «no a Meloni» non basta a fare un programma.
Forse perché agli elettori interessa sapere come metteranno mano ai conti per sistemare salari, tasse, sicurezza, scuola, sanità, energia e politica estera. Forse perché una coalizione non nasce sommando sigle incompatibili e sperando che l’aritmetica faccia il lavoro della politica.
La novità non è che il centrosinistra sia in confusione: lo vedono anche da Marte. che il cortocircuito comincia a essere evidente perfino in quel circoletto mediatico che per anni ha trasformato ogni inciampo della maggioranza in un’apocalisse e ogni vuoto dell’opposizione in un problema di comunicazione. Ora però basta comincino ad ammettere le verità persino i suoi osservatori più indulgenti. Quando anche Gruber si stanca della sinistra, forse è il caso che la sinistra inizi a immaginarsi fino a che punto abbia stancato i suoi elettori.




