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Elena Schlein

di Lucia Espositomartedì 15 settembre 2026
Elena Schlein

1' di lettura

L’onomastica ha un certo peso, anche in politica. Gli eredi del fu Partito comunista, diventato Pds, poi trasformato in Ds prima di essere ribattezzato Pd, lo sanno bene. Sarà per questo passato di continui cambiamenti di nome che, secondo i giovani dem, la soluzione a tutti i problemi della sinistra è nascosta nell’atto di nascita della segretaria. Il guaio per loro non è la Schlein. Ma Elly. Che suona così lezioso, un vezzeggiativo da liceale, un nomignolo da influencer, ottimo per gli hashtag ma poco incisivo, non adatto - i giovani, si sa, sognano in grande - a una possibile premier. Urge un’operazione di marketing: modificare il brand, sostituire l’etichetta senza cambiare il prodotto.

Un ritocco anagrafico. Via Elly, avanti Elena, il vero nome della Schlein ereditato dalla nonna. Antico, solenne, tradizionale, evoca la donna del mito, la più bella del mondo che scatenò la guerra tra greci e troiani cantata da Omero nell’Iliade. Mille navi salparono per Elena di Troia. Ma per approdare a Palazzo Chigi a Elena di Lugano non basta cambiare nome: servono una bussola, una rotta, un equipaggio e il vento delle idee. E tutto questo non si trova all’anagrafe.