Il suo momento di gloria la giovane dem Virginia Libero l’ha avuto facendo propri gli Orizzonti di gloria, intesi come film, ma sulla sua retromarcia antimilitarista si è trovata a sbarrarle la strada l’«avanti miei Prodi», inteso proprio come l’ex presidente del consiglio e padre nobile del Pd.
L’anziano Romano Prodi trattiene metaforicamente per i capelli la junior ultraprogressista che ha lanciato il manifesto alla diserzione e bonariamente, come un nonno saggio che ne ha viste di tutti i colori, la richiama all’ordine. E se non proprio all’ordine, almeno al buon senso.
PASIONARIA
Se la pasionaria Virginia ha innalzato la parola d’ordine «non saremo i soldati delle vostre guerre» apprestandosi a mobilitare e ad arruolare le brigate e le divisioni dei disertori, il pacato professore ha chiosato dai microfoni di Radio 24: «Speriamo che cresca». A Valentina Furlanetto e Riccardo Barlaam, conduttori di “Immagini, uno sguardo sull’attualità”, Prodi ha commentato che «ci troviamo di fronte a una scelta politica chiara, una politica obbligata da una serie di circostanze che hanno aperto una guerra incredibile».
E poi ha calato un asso che era scontatamente nel mazzo del dibattito, ma che in questa fase politica spariglia tutte le carte: «Una posizione di questo tipo non so come possa conciliarsi con la politica del partito, io ritengo che questa sia un’affermazione fuori dal disegno che il Pd porta avanti, quindi una proposta che non è del Pd e che non è mai stata discussa all’interno del Pd, a quanto so io, quindi prendiamola come un errore di sbaglio, direbbe Topo Gigio».
Il pleonasmo è casomai attribuibile a Franco e Ciccio che nei loro film lo utilizzarono con dovizia, ma Topo Gigio, col suo tormentone «ma cosa mi dici mai?», sarebbe persino più calzante. Nella fila democratiche infatti le idee sono poche ma confuse, per dirla alla Ennio Flaiano, e quando si parla di posizione del partito c’è chi dice una cosa e ne fa un’altra, e chi fa una cosa e ne dice un’altra ancora. Nel repertorio mancava l’inno alla diserzione, ma dalle linee verdi che si autodichiarano pure nipoti del comunismo, è arrivato anche quello. D’altronde non fu il compagno Vladimir Uljanov, alias Nikolaj Lenin, a esortare nel 1915 i soldati russi a disertare, a fraternizzare col nemico e a ribellarsi? Con la differenza che la Russia prerivoluzionaria in guerra c’era già e dopo la seconda rivoluzione bolscevica scoppiò la guerra civile.
Con l’affermazione del sovietismo e del comunismo anche il pacifismo andò a farsi benedire, pur rimanendo costantemente in repertorio. Nel 1939 il pacifismo a senso unico partorì il fortunato slogan “Morire per Danzica”, non si voleva imbracciare il fucile per difendere l’inesi«La mia richiesta a Giorgia Meloni è: portaci a votare a maggio del 2027. Ci sono le elezioni a Parma, Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Roma, Napoli, Palermo, tutte nello stesso giorno e allora lo stesso giorno votiamo anche per le Politiche». Testo e musica del leader di Italia viva Matteo Renzi, ospite del festival di Open a Parma. Secondo il “kraken” Meloni avrebbe paura di un ipotetico effetto traino negativo delle Comunali sulle Politiche. «Non sappiamo co e va, quindi il risultato delle amministrative non influirà sulle Politiche», ha detto Renzi.
Virginia Libero, la baby-star del Pd esordisce dalla Gruber: altri deliri su La7
Virginia Libero, leader del movimento dei giovani dem, ha debuttato in tv, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7....IDEALISMO E REALTÀ
L’idealismo disancorato dalla realtà infiamma con la benzina a buon prezzo della scarsa conoscenza: è comprensibile ma assai meno giustificabile, come Prodi ammonisce auspicando che Virginia Libero cresca in fretta e maturi idee sugli slogan a effetto. Che il Pd parli a più voci non è un fatto nuovo. Finita l’ortodossia del Pci e tramontata la linea unica della Balena bianca dopo gli scontri tra correnti e fazioni in segreteria, appannata la filosofia politica di Valter Veltroni del “sì ma anche” che poteva pure significare no, scomparsa la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, ecco la pretenziosa “armata della diserzione” di Libero a ricordarci la frase di Rudyard Kipling secondo il quale un italiano fa un bel tipo, due italiani una discussione politica e tre italiani tre partiti. Figuriamoci nel Pd della fusione a freddo e nella sinistra dei tanti galli nel pollaio in cui la prima gallina che canta ha fatto l’uovo.




