Si parte dalle scuole, poi la cittadinanza, i luoghi di culto, i predicatori e i finanziamenti dall’estero. Il principio? In Italia non possono esistere zone franche e classi ghetto, si rispettano le leggi e i valori su cui si fonda la nostra società. Una regolamentazione ci deve essere, altrimenti qui ognuno fa quello che vuole, le ragazze indossano il velo a scuola, nelle classi si parla bengalese, i falsi centri culturali diventano luoghi di preghiera, e poi accade come a Mestre, dove si raccolgono fondi a iosa per costruire le moschee e se il sindaco - vedi cosa è accaduto di recente con il primo cittadino di Venezia, Simone Venturini - si permette di dire «niente moschea, prima vi integrate», i musulmani minacciano di bloccare l’intera città.
Così ieri alla Camera la Lega - con il vicepremier e leader del partito Matteo Salvini, con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e con le europarlamentari Susanna Ceccardi, Anna Maria Cisint e Silvia Sardone - ha presentato un pacchetto di proposte «per contrastare l’integralismo islamico e garantire regole chiare a chi vive nel nostro Paese». Oltre alla parte sulla scuola, una è dedicata alla regolamentazione delle confessioni religiose prive di intesa con lo Stato. Per queste si introduce un registro nazionale degli enti religiosi. Una vittoria per Anna Maria Cisint che porta qui «più di dieci anni di battaglie partite da Monfalcone». Poi l’adozione della “Carta dei valori degli enti religiosi in Italia” la cui sottoscrizione «da parte dei rappresentanti dell’ente è obbligatoria», pena la sanzione dai 2mila ai 10mila euro. L’articolo 2 introduce un nuovo reato - la cui pena è la reclusione da due a cinque anni, nonché l’interdizione dai pubblici uffici - «che si applica a chiunque professi insegnamenti o principi contrari all’ordinamento giuridico, ovvero istighi all’odio o promuova un approccio radicale o radicalizzato». L’articolo 3 prevede «l’obbligo per gli enti religiosi di depositare annualmente i bilanci, al fine di garantire trasparenza», nonché la tracciabilità dei finanziamenti provenienti dall’estero.
Quanto vi abbiamo parlato di questo. Era stato proprio Libero a scoprire che l’associazione islamica di Mestre, che chiedeva soldi per la moschea, non aveva pubblicato nemmeno i bilanci, al punto che poi si era mossa anche la Regione Veneto e c’è un esposto alla Guardia di Finanza. E poi una procedura accelerata per valutare la richiesta della protezione internazionale da parte di predicatori radicalizzati, in modo da accelerarne una eventuale espulsione. Oltre alla regolamentazione della cittadinanza: esclusione per gli stranieri maggiorenni che abbiano commesso reati, obbligo di certificazione della conoscenza della lingua italiana, revoca della cittadinanza in caso di omicidio, violenza sessuale, anche nei confronti di minori e il superamento di un esame di integrazione.




