Libero logo

Testa o pollice?

A scrollare i social l’Italia pare affollata di cittadini partecipi, intrisi di senso civico. Esprimono opinioni, sputano sentenze. Poi però disertano le urne
di Lucia Espositomartedì 29 settembre 2026
Testa o pollice?

1' di lettura

In sintesi estrema: vittoria del centrodestra, flop di Vannacci, centrosinistra ko, trionfo dell’astensionismo. Nelle urne calabresi alla fine si è raggiunta la percentuale del 22,3% dei votanti ma, scorrendo la lista dei Comuni, ci si imbatte in percentuali risibili come il 4,35% di Platì e il 4,73% di Mammola, meno di un elettore su venti.

La politica si alimenta a suon di post e ora pure di intelligenza artificiale che trasforma la finzione in arma di propaganda: la campagna elettorale si fa anche con una foto ritoccata della moglie dell’avversario, sottosegretaria del governo, spogliata della maglia e con un décolleté tarocco in bella mostra.

A scrollare i social l’Italia pare affollata di cittadini partecipi, intrisi di senso civico, raffinati economisti se si parla di caro-benzina, esimi costituzionalisti quando si discute di legge elettorale, e così via. Tutti pronti a esprimere opinioni, a sputare sentenze e insulti. Ma questa passione travolgente per la res publica che brucia davanti allo smartphone evapora al solo pensiero di prendere la tessera e andare al seggio. Del resto, per un like basta il pollice, per il voto serve la testa.