Il giorno dopo il pranzo a tre (menù: lenticchie) tra Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, è il momento dei chiarimenti. Che, però, se sgombrano il campo a trame, confermano il fatto che resta una distanza su come scegliere il candidato premier e, di conseguenza, anche su chi debba farlo. Approfittando della seduta della legge elettorale alla Camera, Elly Schlein si è appartata a lungo nel corridoio dei fumatori con Nicola Fratoianni. Poi, dopo il voto, con Angelo Bonelli su un divanetto del Transatlantico. Ma niente pranzo. Anche perché la segretaria del Pd aveva ancora i postumi di un’influenza.
«Oggi sto meglio», ha risposto ai cronisti, «ma sono sempre sotto tachipirina». E a chi le faceva notare che anche Conte in Aula sembrava raffreddato, non sarà che vi state passando il virus?, ha risposto: «Ci stiamo facendo gli anticorpi». Battute a parte, Bonelli ha spiegato di essersi chiarito con Schlein: «Non ho nulla contro di lei. La mia posizione, la posizione di Avs», ha aggiunto, «non era una posizione contro la segretaria del Pd, a cui io rinnovo la mia stima e ovviamente anche simpatia vera, non ipocrita. La mia», ha aggiunto, «era una profonda preoccupazione legata all’attualità, all’epoca storica che stiamo vivendo: secondo me, e ne sono ancora tuttora convinto, le primarie non aiutano a unire. Amplificano le differenze, ma nell’amplificazione delle differenze poi non c’è un messaggio, che non è positivo per il Paese».
Detto questo, «io non posso determinare le decisioni di un’intera alleanza. L’ho espresso in maniera pubblica, trasparente, senza giochi. Ripeto, non è una questione contro la segretaria del Pd o contro Giuseppe Conte. È una reale preoccupazione che ho e l’ho espressa, mi sono chiarito con lei».
Schlein, "un complotto contro di lei": il pranzo Conte-Bonelli e il patto della lenticchia
Non c’è ancora il tavolo del programma, ma in compenso un altro tavolo, ieri, ha fatto discutere il centros...DISPONIBILITÀ
Conte, a Porta a Porta, ha confermato l’incontro fatidico e difeso la sua prova di «disponibilità». «Nel momento in cui dobbiamo fare questo premier, ho dato la mia disponibilità a fare un passo indietro in un incontro che doveva rimanere riservato ma che è uscito e non per colpa mia». Si trattava, ha spiegato, «più che altro di uno scrupolo», tenuto conto delle «perplessità» emerse «nel dibattito». Ha ricordato che era stato lui, dopo il referendum sulla giustizia, a proporre le primarie. Ma «a un certo punto è iniziata una vocina che si è diffusa nel dibattito pubblico e poi devo dire che dai sondaggi risulta che anche molti elettori del centrosinistra vedono il rischio delle primarie». Per questo, «ho invitato Schlein a una riflessione: siamo sicuri che non convenga a entrambi fare un passo indietro?», perché «quello che mi dispiace è che sembra una gara di ambizioni personali», mentre «io sono al servizio di un progetto, di una comunità».
Schlein, la chat Whatsapp che seppellisce il campo largo: cosa spunta
Sembra una barzelletta, ma si tratta solamente dell'ennesima trovata del campo largo. Esiste una chat nella quale i ...Non si è arrivati, ha precisato, all’indicazione di un terzo nome, per l’indisponibilità di Schlein. Dunque ora, ha concluso Conte, si facciano le primarie e si scriva il programma. Ma il prima possibile. Il 18 Avs, ha detto, presenterà il suo, «mi dicono che Schlein ha presentato il suo alla festa di Reggio Emilia... bene allora troviamoci subito». Sull’Ucraina, poi, ha ribadito le posizioni di sempre. «Dopo quattro anni di morte, non si può continuare a inviare armi... tutti dicono che serve una svolta negoziale, anche la popolazione ucraina è stanca».
Piazzapulita, anche Lagioia stronca Schlein e Conte: "Non vado a votare", Formigli di sasso
Ospite nello studio di Piazzapulita, programma di attualità e approfondimento di La7 condotto da Corrado Formigli...Tornando alle primarie, in effetti a essere preoccupati sono tanti anche nel Pd. Basta sentire i capannelli dei deputati dem. «Cosa succede», rifletteva uno di loro, «se Schlein perde le primarie? Può rimanere segretario del Pd? E possiamo metterci a fare un congresso a un mese dalle elezioni? Ma anche se rimane segretaria, sarebbe azzoppata». Poi ci sono quelli ( la maggior parte) che sono convinti vincerebbe. «I sondaggi», diceva l’altro giorno Gianni Cuperlo, «non tengono conto della struttura del Pd, della sua presenza capillare. Non si vota solo a Roma e Milano, si vota anche nei paesini e non si tratta solo di un voto di opinione».
Il timore, però, è che il M5S non riesca a portarsi dietro tutti gli elettori. Per questo, tra i dem, è spuntata una nuova teoria: aspettiamo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge elettorale, perché i giudici potrebbero bocciare la parte sull’indicazione del candidato premier, rendendola solo facoltativa. In questo caso, spiegava Andrea Giorgis, che per il Pd ha seguito la discussione sulla legge elettorale, «non ci sarebbe bisogno di fare le primarie».




