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Mario Monti elogia Meloni: "L'ho appezzato". E lei: "Io non ho conti da saldare"

mercoledì 14 ottobre 2026
Mario Monti elogia Meloni: "L'ho appezzato". E lei: "Io non ho conti da saldare"

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Mario Monti d'accordo con Giorgia Meloni. Il senatore a vita lo dice chiaro e tondo nel suo intervento in aula a palazzo Madama sulle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. "Condivido profondamente quello che lei ha detto di recente: l'Italia non siede in Europa per dire sempre sì. Naturalmente gli italiani non sono né ignoranti, né smemorati, quindi sanno bene che questa è stata la condotta dell'Italia, anche prima di lei, e comunque apprezzo che questo sia il suo atteggiamento".

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Poi la precisazione: "Vorrei solo esortarla, se posso, a non trasformare una certa capacità di vedere criticamente le scelte dell'Unione europea e di influenzarle nel senso dell'interesse nazionale dell'Italia in un'osservazione un po' acritica, mi pare, delle scelte della Germania. Stiamo attenti a non avere non dico la sindrome di Stoccolma, ma una sorta di sindrome di Berlino, perché io ho visto l'Italia - e l'ho notato ogni volta pubblicamente con preoccupazione - accostata alla Germania nel favorire la flessibilità sugli aiuti di Stato alle imprese, nel marzo del 2023 e anche nel documento di febbraio, cosa di cui, come sappiamo, la Germania può avvalersi anche a danno delle imprese italiane". Dunque, ammette, "ho molto apprezzato le parti sull'Ucraina e sull'Iran del suo intervento e anche le critiche che ha mosso alle scelte del presidente Trump e queste mi inducono a ricorrere a una parabola evangelica, quella della pagliuzza e della trave. Né gli occhi dell'Europa né gli occhi degli Stati Uniti sono esenti da frammenti suscettibili di osservazione. Fino un qualche tempo fa avevamo avuto l'impressione che lei fosse più adusa all'osservazione mirata delle pagliuzze negli occhi dell'Unione europea, ché di qualche trave negli occhi del presidente Trump. Ma devo dire che stiamo notando un'evoluzione incoraggiante e lei ha notato, in particolare sia sull'Ucraina sia sull'Iran, che alcuni dei guai recenti siano venuti da scelte della politica estera americana". 

Ma non finisce qui, perché Monti si sofferma anche sul caso-Vannacci: "La volta scorsa in questa occasione credo che lei sia apparsa a tutti molto preoccupata dell'onorevole Vannacci e ha dedicato buona parte del suo intervento a questo, con una sorta di assillo esistenziale e politico. Secondo me non deve: io ho avuto occasione di avere uno scambio di opinioni con l'onorevole Vannacci e non c'è proprio necessità di temerlo: se le opinioni che noi riscontriamo in lei, sempre più mature, sul tema europeo sono sincere e lei è pronta a battersi per quelle, non tema Vannacci. Faccia fare a qualcuno dei suoi la fatica di leggere questo ponderoso programma e si sgretola da sé. Quindi, non rincorretelo, combattetelo".

E la replica del premier non si è fatta attendere: "Senatore Monti, io sono una persona libera, sono una persona che non ha conti da saldare, che non ha niente di cui dover ringraziare qualcuno. Questo mi porta a dire banalmente quello che penso. Perché l'Europa è più facilmente oggetto del mio intervento? Perché noi in Europa stiamo, e l'Europa è dove noi possiamo incidere molto di più. Chiaramente abbiamo anche i nostri rapporti di alleanza con gli Stati Uniti, il G7, il Patto Atlantico, tutti lo sappiamo. Ma il nostro ambito è l'Europa, ed è normale, come ho detto anche nella mia relazione, che una nazione che ha fondato l'Europa, che è una delle nazioni più forti in Europa, dica la propria per migliorare quello che in Europa non funziona. Perché io credo che questo sia il modo di dare una mano". 

E ancora: "Mi mette sempre un po' in difficoltà questa lettura in politica estera, che si debbano avere degli alleati che siano definiti e rispetto a quegli alleati si debba eseguire pedissequamente quello che dicono, se siamo con gli Usa dobbiamo essere d'accordo con tutto, dentro l'Ue dovremmo essere d'accordo con Francia e Germania per cui faremo tutto quello che vuole la Germania: non è il mio modo di leggere la politica estera". Insomma, "noi non abbiamo un alleato ricorrente, l'unica cosa ricorrente è il protagonismo e la centralità dell'Italia, questo" l'Italia "deve fare per il bene dell'Europa".