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Monti fa paura: "Non è finita qui"

Il premier rinuncia al suo compenso. Poi suona l'allarme: "La crisi rischia di compromettere quanto costruito in sessant'anni di sacrifici"

Andrea Tempestini
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Mario Monti parla al Paese dopo il varo della manovra lacrime e sangue (leggi tutte le misure e leggi lo speciale su come cambiano le pensioni) e premette che rinuncerà sia al suo compenso da Presidente sia a quello da ministro: "Voglio rivolgermi per un momento ai cittadini italiani. Il governo ha ricevuto un governo di corta durata e di severo impegno, quello di aiutare l'Italia di uscire da una crisi gravissima, una crisi internazionale, una crisi e un disagio dell'economia e della società italiana che rischiano di compromettere quanto costruito in 60 anni di sacrifici - ha esordito -. Rischiamo di macchiarci della responsabilità di contribuire a fare andare in senso negativo l'economia europea e l'Eurozona, ma è anche un momento nel quale l'Italia ha il potenziale di far vedere che siamo un grande paese capace di trovare in sè la forza per risolvere in un quadro europeo i propri problemi. In decenni abbiamo accumulato gravi squilibri". E questi squilibri il governo Monti - tra Ici, tasse, aumento dell'Iva e balzelli - ha deciso di farli ripianare ai soliti noti. Nel corso delle domande che hanno seguito la conferenza stampa ha aggiunto: "Questo govenro ha una durata nel tempo ma non è detto che la vita del nostro governo non è finita qui. Ci sono cose che non abbiamo fatto oggi, siamo determinati ad andare oltre sul capitolo del lavoro e del welfre". Le responsabilità della politica -  "Quando si parla di costi della politica - ha spiegato nelle battute iniziali della presentazione del decreto - si pensa al costo che i cittadini sopportano per gli apparati . Ma il vero costo della politica è che chi governa prenda decisioni più miranti all'orizzonte breve delle porssime elezioni rispetto a quello lungo del futuro dei nostri figli e nipoti. Quella politica, quando l'Italia non era in un quadro europeo, ha prevalso. E a causa di quella politica i giovani faticano a trovare lavoro, abbiamo squilibri e debito pubblico molto grande. Il debito è colpa degli italiani che in passato non hanno dato abbastanza peso al benessere delle future generazioni. Questo è il momento in cui dopo gli ultimi anni in cui sono stati sotto l'egida europea realizzati progressi significativi ma non sufficienti, è il momento in cui il Capo dello Stato e il Parlamento hanno chiesto a questo governo di salvare e sviluppare l'Italia. Oggi abbiamo adottato una serie di provvedimenti di emergenza e abbiamo però nel prendere questi provvedimenti tenuto molto presente la necessità di creare le condizioni per la crescita per l'Italia: mettere sotto forte controllo il disavanzo e il debito pubblico per non essere guardati dall'Europa come un focolaio d'infezione ma come un punto di forza, e abbiamo dato un peso molto particolare all'equità". Distribuzione dei sacrifici - "Abbiamo distribuito con grande cura i sacrifici - ha proseguito il premier - prendendo misure significative contro l'evasione fiscale: vedrete che i nostri provvedimenti sono piuttosto incisivi a questo riguardo. Abbiamo anche sottoposto noi stessi a una disciplina dimagrante significativa. La pluralità di sacrifici che noi chiediamo vogliamo che sia vista nella prospettiva di un risveglio dell'economia italiana e della società italiana. Abbiamo guardato a molti settori, non ancora al mercato del lavoro e agli ammortizzatori sociali. Vedrete che sarà un passo significativo dell'Italia verso un maggiore ruolo al merito, alla concorrenza, alla lotta contro privilegi, nepotismi e rendite. Ci sono provvedimenti specifici che pur nelle ristrettezze finanziarie mirano a favorire la condizione delle donne, dei giovani e una migliore coesione territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno. Abbiamo per certi aspetti da tirare la cinghia, per altri mettiamo in opera da subito meccanismi per la crescita. Vogliamo un'Italia orgogliosa di se stessa e che gli italiani non si sentano derisi": così Monti ha concluso la parte iniziale della presentazione della manovra, prima di entrare nel dettaglio dei provvedimenti".

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