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‘GO RED FOR WOMEN’

Malattie cardiache delle donne
giornata mondiale il 1° febbraio

Venerdì, 1° febbraio si celebra in tutto il mondo la giornata contro le patologie cardiache femminili. L’invito alle donne è a indossare qualcosa di rosso, per ricordare il colore del cuore e le terapie oggi disponibili

30 Gennaio 2019

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Malattie cardiache delle donnegiornata mondiale il 1° febbraio

Ogni anno, in Italia, 124 mila donne vengono colpite da un infarto o da un problema cardiovascolare, 70 mila subiscono un ictus, mentre l’arresto cardiaco improvviso affligge complessivamente fra 50 e 60 mila persone, con un tasso di mortalità di sette volte superiore a quello degli incidenti stradali. Se poi guardiamo all’Europa, si può osservare come l’arresto cardiaco improvviso colpisca 350 mila persone l’anno, in gran parte donne. I numeri - impietosi - rivelano che il mondo femminile, contrariamente a quanto si pensi, è più esposto di quello maschile al rischio di patologie cardiache. In questo contesto si colloca ‘Go RED for Women’, la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sulle malattie cardiache delle donne che, quest’anno, si celebra venerdì, 1° febbraio. Nella giornata, promossa dalla American Heart Association, le donne di tutto il mondo vengono invitate ad indossare, simbolicamente, qualcosa di rosso, una sorta di ‘omaggio’ femminile al cuore, ma anche una esplicita sfida alle patologie cardiache che colpiscono questa parte della popolazione. La parola d’ordine è, come sempre, prevenzione, ma ugualmente importante è sapere che la scienza medica ha fatto passi da gigante e che oggi per fronteggiare un cuore malato sono disponibili soluzioni terapeutiche di comprovata efficacia.

Lo ricorda Boston Scientific, riconfermando il proprio impegno verso la medicina ‘di genere’ e lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, destinate a trattare le patologie cardiache, ancora oggi il killer n.1 nell’universo femminile. Basti pensare all’ictus (complessivamente 200 mila casi ogni anno in Italia, con il 20 per cento di recidive e 70 mila nuovi episodi riferiti a sole donne), un evento cerebro-vascolare che provoca anomalie della funzionalità neurologica che persistono per più di 24 ore. Può essere ischemico (un coagulo ostruisce la circolazione del sangue al cervello) o emorragico (causato dalla rottura di un vaso sanguigno). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è il disturbo cardiovascolare più frequente dopo la cardiopatia. È quasi sempre generato da disfunzioni cardiache, quali la fibrillazione atriale (FA), la forma più comune di aritmia, ovverossia un problema legato alla frequenza del ritmo cardiaco. Durante un’aritmia, infatti, il battito può essere troppo veloce, troppo lento o irregolare. Di fibrillazione atriale sono affetti 6 milioni di europei, con la previsione che la sua incidenza possa raddoppiare nei prossimi 50 anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Le terapie per fronteggiarla sono in genere farmacologiche, oppure possono prevedere l’ablazione del nodo atrio-ventricolare. È comunque importantissimo monitorarla costantemente, perché resta il principale fattore di rischio dell’ictus, una delle condizioni più invalidanti e costose sia per le famiglie, sia per il Servizio sanitario nazionale. Si stima, infatti, che la spesa per ogni paziente colpito da ictus si aggiri oggi intorno a €. 20 mila/anno per i costi sanitari (ricoveri ospedalieri, terapie) e €. 30 mila/anno per la famiglia e la collettività.

Commenta, in proposito, Lorella Gianfranchi, specialista in aritmologia: “La fibrillazione atriale è l’aritmia più comune e la sua prevalenza cresce con il crescere dell’età. La sua diagnosi è, a volte, difficile, in quanto può presentarsi in forme asintomatiche. È una delle cause principali di ictus ischemico e il genere femminile è quello più esposto. Peraltro, le terapie anticoagulanti sono più difficili da gestire nelle donne, dato il più alto rischio emorragico che queste comportano. Le terapie più innovative, come l’ablazione, sono - a tutt’oggi - sottoutilizzate, pur essendo il genere femminile quello più a rischio di effetti collaterali legati ai farmaci antiaritmici”. La scienza medica ha – per fortuna – fatto passi importanti anche su questo fronte: fra le soluzioni terapeutiche più innovative per prevenire e fronteggiare l’ictus va ricordato Watchman, il dispositivo per la chiusura percutanea dell’auricola sinistra (Laa), la piccola ansa del cuore nella quale si forma la maggior parte dei trombi, che ‘migrano’ verso il cervello generando, appunto, l’ictus. Watchman, dalla ricerca Boston Scientific, è un dispositivo piccolissimo e leggero, costituito da una struttura autoespandibile in nichel e titanio (nitinolo), con uncini per il fissaggio, e da un tessuto in polietilentereftalato (Pet). Una volta posizionato correttamente in corrispondenza dell’apertura dell’auricola, il dispositivo viene aperto, impedendo in questo modo la fuoriuscita dei trombi.

Per via della sua particolare struttura e funzione di bloccaggio protettivo, è stato definito ‘l’ombrellino salvacuore’. L’impianto di Watchman – suffragato da innumerevoli studi internazionali – si è dimostrato di straordinaria efficacia per i pazienti affetti da fibrillazione atriale, intolleranti o controindicati alle terapie anticoagulanti orali. Di queste e altre patologie cardiache al femminile, di ricerca ed innovazione, di soluzioni terapeutiche efficaci e sicure si parlerà venerdì 1° febbraio in tutto il mondo. Il messaggio, per le donne di ogni età è ‘Go Red for Women’, per ricordare che questa giornata è importante, per tutte e per tutti, e che il cuore è un alleato di vita prezioso e vulnerabile; per questo deve essere difeso, protetto, curato. (EUGENIA SERMONTI)

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