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Variante Delta, "trasmissibilità sei volte superiore": ecco chi colpisce e come si presenta

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Crescono i contagi della variante Delta, quella indiana, del coronavirus. La preoccupazione non manca, soprattutto perché a livello di sintomi il ceppo del Covid-19 pare essere più impattante sull'organismo. Si manifesta con tosse, raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, dolori muscolari, diarrea, stanchezza e spossatezza. In sostanza i primi segnali della presenza del coronavirus nelle persone sono di solito più forti. E di conseguenza si allungano i tempi di guarigione. Non è da meno la carica virale, che da elevata provoca una trasmissibilità più dirompente (sei volte superiore la media osservata in precedenza). 

 

 

Secondo gli esperti la variante Delta colpisce soprattutto giovani. Sono loro, rispetto ai più anziani, a condurre una vita sociale più intensa. Se però sugli anziani la mortalità non è esclusa, questa è più contenuta nei giovani. Nonostante i primi allarmismi sulla possibilità che la variante Delta resistesse ai vaccini, Matteo Bassetti ha voluto rassicurare: "I dati scozzesi appena pubblicati su Lancet dicono che due dosi di vaccino di Pfizer ed AstraZeneca, ma vale anche per Moderna, riescono a coprire la variante Delta su ricoveri e morte al 100 per cento, vale esattamente come per tutte le altre varianti", ha ammesso in un'intervista al Giornale.it ricordando che "i vaccini funzionano, le varianti non le bucano il che vuol dire che è giusto essere preoccupati tenendo alta la guardia e sequenziare tutti e mille i nuovi casi giornalieri così da vedere se c'è qualche variante".

 

 

Il punto principale per l'infettivologo della Clinica del San Martino di Genova è proprio quello: fare attività di sorveglianza. Ma la cosa migliore che possiamo fare per combattere le varianti è e rimane "vaccinare più persone possibili con due dosi entro il prossimo autunno in cui avremo, evidentemente, una nuova circolazione di virus".

 

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