Per la prima volta, gli scienziati affermano di aver recuperato tracce di DNA che potrebbero appartenere a Leonardo da Vinci da un’opera d’arte a lui collegata. La notizia, riportata dal Times, rappresenta un passo straordinario in un progetto decennale volto a ricostruire il genoma del celebre artista e a capire meglio il suo genio creativo.
Il materiale genetico è stato estratto da Holy Child, un piccolo disegno a gesso rosso su carta, la cui paternità è ancora discussa: alcuni storici dell’arte lo attribuiscono a Leonardo, altri a un suo allievo. I ricercatori hanno utilizzato un tampone asciutto, spazzolando delicatamente la superficie del disegno, riuscendo a recuperare DNA umano antico, insieme a tracce di microbi, piante e funghi, senza danneggiare l’opera. Per capire se il DNA potesse davvero appartenere al maestro, i frammenti sono stati confrontati con campioni derivati da lettere del XV secolo scritte da un parente maschio della famiglia da Vinci. Parte del DNA recuperato riguarda il cromosoma Y, trasmesso di padre in figlio, che ha mostrato una corrispondenza con quello dei parenti. Anche se i risultati sono promettenti, gli esperti avvertono che non si può ancora affermare con certezza che il DNA sia proprio di Leonardo: il disegno potrebbe essere stato toccato da molte persone nei secoli, alcune con discendenza geografica simile.
Per ora, le nuove scoperte offrono anche affascinanti indizi sulla vita nel Rinascimento come riporta il Times. Su Holy Child, i ricercatori hanno inoltre individuato tracce di DNA di piante di agrumi, tra cui Citrus sinensis (arancia dolce). Una scoperta che richiama l’importanza degli agrumi esotici nei giardini della famiglia Medici, tra i primi e più influenti mecenati di Leonardo. Questa ricerca fa parte del più ampio Leonardo da Vinci DNA Project, che punta a combinare arte e genetica per scoprire nuovi dettagli sulla vita e sulla creatività del genio rinascimentale. Oltre a chiarire dubbi sull’autenticità delle opere, lo studio potrebbe un giorno aiutare a comprendere se fattori biologici abbiano contribuito al talento straordinario di Leonardo.
Secondo il Times, questa scoperta segna una pietra miliare nello studio scientifico dell’arte e dimostra come tecnologie moderne come l’analisi del DNA possano svelare aspetti nascosti della storia, offrendo nuovi strumenti per conservare e valorizzare il patrimonio artistico mondiale.




