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Com'è nata la vita sulla terra: scienza, lo studio che cambia tutto

di Paola Natalilunedì 27 luglio 2026
Com'è nata la vita sulla terra: scienza, lo studio che cambia tutto

3' di lettura

Perché la vita sulla Terra utilizza sempre lo stesso tipo di molecole? È una delle domande più affascinanti della biologia e dell’origine della vita. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature propone una possibile spiegazione a uno dei più grandi enigmi della scienza: il motivo per cui le molecole fondamentali degli esseri viventi hanno una sola “direzione”, una caratteristica chiamata chiralità, come gli amminoacidi che formano le proteine e gli zuccheri che costituiscono il DNA, possono esistere in due versioni quasi identiche

Per comprendere il problema bisogna partire da un fenomeno chimico molto particolare. Alcune molecole essenziali per la vita possono esistere in due forme diverse ma quasi identiche, come una mano destra e una mano sinistra. Queste versioni, definite enantiomeri, hanno la stessa composizione chimica ma una struttura speculare che impedisce loro di essere sovrapposte perfettamente.

In condizioni normali, quando vengono prodotte in laboratorio, queste due forme tendono a comparire in quantità simili. La vita, però, sembra aver fatto una scelta precisa: utilizza quasi esclusivamente una sola delle due versioni. Gli amminoacidi che costruiscono le proteine appartengono praticamente tutti alla stessa configurazione, mentre gli zuccheri che compongono DNA e RNA seguono una direzione opposta e altrettanto selettiva. Questa uniformità è una delle caratteristiche più misteriose della biologia. Non si tratta infatti di una semplice curiosità chimica, ma di un elemento fondamentale per il funzionamento degli organismi viventi. Le proteine, gli enzimi e il materiale genetico dipendono da questa precisa organizzazione molecolare: una diversa combinazione delle due forme avrebbe potuto impedire la costruzione delle strutture biologiche così come le conosciamo. Per molto tempo gli scienziati hanno cercato di capire quando e come sia avvenuta questa “scelta”. Alcune ipotesi hanno suggerito un possibile ruolo di fenomeni cosmici, come l’arrivo sulla Terra di molecole già orientate attraverso meteoriti e materiale proveniente dallo spazio. Altre teorie hanno invece indicato processi chimici avvenuti direttamente sul nostro pianeta nelle prime fasi della sua storia.

Il nuovo studio pubblicato su Nature sostiene proprio questa seconda possibilità: la preferenza per una determinata forma molecolare potrebbe essere emersa gradualmente attraverso le reazioni chimiche che hanno preceduto la nascita della vita. Secondo i ricercatori, piccoli squilibri iniziali avrebbero potuto amplificarsi nel tempo, favorendo una delle due versioni delle molecole rispetto all’altra. Questo meccanismo avrebbe creato un vantaggio evolutivo: una volta affermata una particolare configurazione, le prime strutture biologiche avrebbero potuto funzionare in modo più efficiente, consolidando quella scelta fino a renderla universale negli organismi terrestri. La ricerca offre quindi una nuova prospettiva sull’origine della vita: il passaggio dalla chimica alla biologia potrebbe non essere stato determinato da un evento improvviso, ma da una lunga serie di piccoli cambiamenti capaci di indirizzare l’evoluzione molecolare verso una configurazione stabile.

Capire l’origine della chiralità biologica non significa soltanto risolvere un antico enigma della Terra. La risposta potrebbe anche aiutare gli scienziati nella ricerca di vita su altri pianeti. Se infatti questa caratteristica fosse il risultato di processi chimici comuni, potrebbe rappresentare un possibile indizio da cercare anche in ambienti extraterrestri.Il mistero della vita, dunque, potrebbe avere radici profondamente terrestri: una serie di reazioni avvenute miliardi di anni fa avrebbe contribuito a determinare la struttura stessa degli esseri viventi, lasciando ancora oggi una firma invisibile nelle molecole che compongono ogni organismo.