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Caldo-record di notte e sesso: i grossi rischi che corrono i maschi

di Daniela Mastromatteivenerdì 24 luglio 2026
Caldo-record di notte e sesso: i grossi rischi che corrono i maschi

3' di lettura

«Anto’, fa caldo». Sussurrava una giovanissima Luisa Ranieri, bellissima e provocante, all’uomo disteso accanto a lei, pronto a tentare un approccio amoroso. Quella battuta di un famoso spot di fine anni Novanta è diventata proverbiale. Oggi, con le estati che sembrano uscite da un forno ventilato e le notti bollenti che trasformano le camere da letto in serre tropicali, quella frase suona quasi come una diagnosi clinica. Perché il caldo è un sabotatore silenzioso del desiderio.

A lanciare l’allarme è Claudio Giorlandino, ginecologo, direttore scientifico dell’Istituto di ricerca Altamedica e presidente della Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno-fetale (Sidip), secondo cui le notti afose rappresentano un nemico tanto del sonno quanto della salute riproduttiva maschile. Il motivo è sorprendentemente semplice. «Il testicolo è stato progettato dalla natura per funzionare a una temperatura inferiore rispetto a quella del resto del corpo», spiega. Non è un dettaglio anatomico curioso: è una necessità biologica. Quando il caldo non dà tregua nemmeno dopo il tramonto, questo sofisticato sistema di raffreddamento naturale entra in crisi. «Molti uomini riferiscono un calo del desiderio sessuale e della performance», spiega Giorlandino. Non perché il testosterone precipiti improvvisamente, ma perché il corpo è sotto pressione: si dorme male, aumenta lo stress, cresce la disidratazione e l’organismo fatica a recuperare energie.

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LA SORPRESA
In altre parole, dopo una notte passata a rigirarsi tra lenzuola incandescenti e cuscini infuocati, l’ultima impresa atletica che il cervello ha voglia di programmare non è esattamente quella amorosa. La vera sorpresa, però, arriva in autunno. Sembra un paradosso, invece è pura biologia. La produzione di uno spermatozoo richiede circa tre mesi. Ed è proprio durante questa delicata fase che il calore può provocare stress ossidativo, alterazioni del Dna spermatico e una riduzione della qualità del liquido seminale. Gli studi internazionali parlano di una diminuzione della concentrazione e della motilità degli spermatozoi compresa tra il 20 e il 30%, accompagnata da un aumento della frammentazione del Dna, parametro associato a una minore probabilità di concepimento e a un maggior rischio di aborto precoce. A confermare questa teoria una curiosa osservazione demografica arriva dagli Stati Uniti. Alcuni studi americani, infatti, hanno rilevato che alle estati particolarmente torride, con temperature medie superiori ai 27 gradi, seguono spesso cali delle nascite otto-dieci mesi dopo. Non è una condanna definitiva. Fortunatamente il fenomeno è reversibile riportando i gioielli di famiglia a condizioni termiche normali, nell’arco di un nuovo ciclo di spermatogenesi - bastano circa 90 giorni - per recuperare la fertilità.

A questo punto sembrerebbe tutto deciso: caldo uguale meno sesso. E invece no. Perché il desiderio umano è molto meno prevedibile di un termometro. Se da una parte il corpo soffre le temperature estreme, dall’altra il cervello sembra vivere una stagione completamente diversa. L’estate significa più luce, giornate più lunghe, vacanze, più centimetri di pelle scoperta, aperitivi all’aperto, maggiore socializzazione, incontri casuali, colpi di fulmine... Si esce di più, si guarda di più, ci si incontra di più. Il cervello registra ogni stimolo. Non è soltanto una sensazione romantica.

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LA PASSIONE CONGELATA
E se ogni dieta smantella quella precedente, a smentire l’idea che il caldo congeli definitivamente la passione arrivano anche i numeri. Secondo il rapporto Censis dei primi di luglio, sensualità e piacere non vanno in vacanza: quasi due italiani su tre tra i 18 e i 60 anni fanno l’amore almeno una volta alla settimana. Il 5,3% dichiara rapporti sessuali quotidiani, quasi il 30% due o tre volte alla settimana e oltre un quarto almeno una volta ogni sette giorni. Tra gli under 35 la quota sale addirittura al 72%.

Il caldo non è necessariamente afrodisiaco. Ma neppure abbastanza potente da mettere gli italiani in astinenza. Alla fine, forse, la salute sessuale estiva si riassume in poche regole di buon senso. Bere molto. Dormire al meglio. Preferire camere fresche e ventilate. Sono gli stessi consigli che il ministero della Salute ripete ogni estate per affrontare le ondate di calore. E, a ben vedere, valgono anche per la vita di coppia. Perché il desiderio, proprio come qualsiasi altra funzione del nostro organismo, ama stare bene. E se una sera, mentre il condizionatore combatte la sua battaglia impossibile contro quaranta gradi percepiti, qualcuno dovesse borbottare «Bella mia, fa caldo...», forse non sarà più soltanto una citazione nostalgica. Sarà la più scientifica delle giustificazioni. Meglio del mal di testa.

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