L'intelligenza artificiale riesce a risolvere un problema matematico irrisolto da decenni, noto anche come "problema del millennio". Tantissimi matematici ci avevano provato, ma alla fine a trovare la soluzione è stato un modello di IA, come annunciato dall'azienda OpenAI. La notizia, che ha fatto il giro del modo, è finita anche sul sito della rivista Nature. I modelli di IA, in effetti, sono abili e rapidi nel mettere insieme quanto è stato già pubblicato dagli esseri umani. A questo punto il rischio è che, per difendere la paternità delle loro scoperte, i ricercatori possano smettere di condividere sulla rete i risultati parziali, come ha sottolineato il matematico Roberto Natalini, direttore dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Quello risolto dal modello di OpenAI è uno dei sette rompicapi matematici contenuti nella lista stilata all'inizio del XXI secolo dal Clay Mathematics Institute. E per la soluzione di ognuno di essi è previsto un premio di un milione di dollari. Il problema risolto è quello delle equazioni di Navier-Stokes, che descrivono il movimento dei fluidi viscosi, come l'acqua e l'aria, fondamentali per progettare aerei, fare previsioni meteorologiche o analizzare la diffusione di inquinanti. Il modello di IA ha inizialmente risolto una versione semplificata del problema in 50 ore utilizzando 1.000 agenti IA, ossia dei software capaci di prendere decisioni autonome per raggiungere l'obiettivo assegnato. Quindi la potenza di calcolo è stata incrementata con 10mila agenti IA.
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Una profezia terrificante, ancora più inquietante perché proviene da chi l'Intelligenza artificiale la...Adesso, come prevede il regolamento del Clay Institute, il risultato dovrà essere pubblicato su rivista scientifica, dopo la revisione da parte del mondo scientifico. Quindi dovrà essere sottoposta a una nuova valutazione prima che il premio possa essere assegnato, anche se OpenAI ha dichiarato di non volerlo reclamare. "Leggendo la dimostrazione - ha detto Natalini - si vede che ci sono tante idee di matematici umani che l'IA è riuscita a mettere insieme. Negli anni passati, infatti, ha lavorato al problema una comunità enorme di matematici e i tentativi fatti sono stati tanti. Da qui il rischio che questo campo di ricerca si inaridisca: dal momento che l'IA si nutre di quanto è già stato prodotto, i ricercatori potrebbero smettere di divulgare le loro intuizioni prima della pubblicazione finale per paura che vengano rubate dalle IA, chiudendosi alla condivisione che invece è fondamentale".




