Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Il settore dell'usato italiano conta almeno 50.000 operatori e 80.000 persone impiegate, tra operatori e organizzatori dei mercati storici e delle pulci, delle fiere e delle strade, cooperative sociali, botteghe di rigatteria e dell'usato, negozi in conto terzi e enti di solidarietà. Le merci riusabili conferite tra rifiuti hanno un valore non inferiore al miliardo di euro. Lo rileva la Rete Onu (Rete nazionale degli operatori dell'usato) nel Rapporto Nazionale sul Riutilizzo realizzato dall'equipe di ricerca di Occhio del Riciclone che dal 2004 a oggi ha esaminato i flussi merceologici di 22 centri di raccolta di 21 comuni del centro e del nord Italia. Nei sei centri di raccolta o "isole ecologiche" di Roma il potenziale di riutilizzo è pari al 63% dei conferimenti, ovvero a 5.104 tonnellate e 13 milioni e mezzo di euro di valore al dettaglio. Secondo i dati del Rapporto, nei cassonetti della Capitale si trova un 'tesoretto' di almeno 33 milioni di oggetti ogni anno del valore di almeno un euro ciascuno. La rilevazione fatta sui centri di raccolta e i cassonetti stradali di Roma indica che la frazione riusabile, in termini di peso, ammonta a non meno del 3% del totale dei rifiuti urbani includendo gli assimilati, adattandosi alle stime compiute in altri Paesi europei secondo le quali il potenziale di riuso dei rifiuti urbani si assesterebbe tra il 5% e il 10% della produzione totale a seconda dei regimi di assimilazione, e che la produzione domestica annuale di riutilizzabile di un individuo europeo medio si aggiri attorno ai 52 kg. Capitale a parte, i Comuni di Anguillara e Ciampino dispongono di un centro di raccolta ciascuno e il loro potenziale di riutilizzo è pari al 46% e al 56% dei conferimenti e a 230.000 euro e 367.000 euro di valore al dettaglio. I due centri di raccolta monitorati a Udine hanno un potenziale annuo di riutilizzo pari al 53,5 % dei conferimenti, ovvero a 638 tonnellate e circa un milione e mezzo di valore al dettaglio. I 5 centri di raccolta del Circondario Empolese Valdelsa (11 Comuni) mostrano un potenziale di riutilizzo pari a 878 tonnellate, 22.541 metri cubi e 1.658.000 euro di valore al dettaglio. I 7 centri di raccolta gestiti dalla Cooperativa Insieme nella Provincia di Vicenza hanno un potenziale di riutilizzo pari a 1.730 tonnellate, 32.000 metri cubi e 2.800.000 euro di valore al dettaglio; il 42% di questo potenziale è espresso dalla sola Ricicleria Ovest di Vicenza. Se nessuno dei beni riusabili conferiti nelle riciclerie di Insieme fosse riutilizzato, questa frazione impiegherebbe solo 15 anni a riempire, senza compattazione, l'ampliamento di 500.000 metri cubi previsto per la discarica locale di Grumolo delle Abbadesse. Secondo il Rapporto Rifiuti 2011 dell'Ispra, nei Comuni dove si effettua la raccolta differenziata degli indumenti la media di raccolta procapite è di 2,06 kg per abitante. A livello di macroaree, i comuni del Nord hanno una media di 2,3 kg, quelli del Centro di 2,26 kg e quelli del Sud di 1,37 kg. Nel Rapporto 2008-2009 sulla Produzione e Gestione dei Rifiuti nel Veneto, l'Arpa afferma che per la frazione degli "Stracci e indumenti dismessi" (composta dalle sottocategorie "Abbigliamento", "Prodotti tessili" e "Stracci e indumenti dismessi") il grado di intercettazione regionale è del 90%. Effettivamente il Veneto, con oltre 2 kg di differenziata tessile procapite è la regione con il maggior grado di intercettazione d'Italia, ma anche così Conau e "Italia del Riciclo 2011" considerano possibile un obiettivo di intercettazione di almeno 3-5 kg procapite, ben superiore al +10% che l'Arpa reputa mancare per arrivare al 100% di intercettazione nella regione. L'aumento del grado di intercettazione nazionale potrebbe generare almeno 240.000 tonnellate di differenziazione con un risparmio annuo sui costi di smaltimento pari a 36 milioni di euro.




