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Anche le luminarie natalizie in crisi, alleanza sindaci-commercianti per addobbi

In tempi di crisi i Comuni sono costretti a stringere la cinghia e la scure si abbatte anche sulle decorazioni di Natale

10 Dicembre 2012

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Anche le luminarie natalizie in crisi, alleanza sindaci-commercianti per addobbi
In tempi di crisi i Comuni sono costretti a stringere la cinghia e la scure si abbatte anche sulle decorazioni di Natale

Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Illuminazione soft per le strade, sponsor, addobbi simbolici. In tempi di crisi i Comuni sono costretti a stringere la cinghia e la scure si abbatte anche sulle decorazioni e sulle luminarie: Natale all'insegna della sobrietà dunque, ma le città non saranno del tutto spente grazie alla collaborazione tra sindaci e commercianti. In molti Comuni, infatti, primi cittadini e le associazioni di categoria si sono alleati, trovando risorse per fare respirare, almeno nelle vie dello shopping, un po' d'aria di festa.

"E' un periodo di crisi, in cui l'intervento pubblico non può essere più quello di prima - spiega all'Adnkronos il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali - Ognuno sta facendo la propria parte: una parte la fa il Comune, una parte la fanno i commercianti, i pubblici esercizi". "Credo che sia giusto, in un momento di crisi, mettere insieme tante piccole risorse - aggiunge Boccali - Non possiamo rinunciare alla vivibilità delle nostre città, dei nostri spazi, dei nostri luoghi dell'aggregazione e del commercio. Dunque sobrietà, questo è sicuro, più solidarietà tra i diversi soggetti e più collaborazione tra pubblico e privato".

I Comuni si rimboccano le maniche e se le casse sono destinate alle spese correnti e a garantire i servizi ai cittadini, studiano altre mosse: in Basilicata alcuni sindaci si affidano, tramite avvisi pubblici, anche alla realizzazione di arredo urbano e di illuminazione a festa tramite le sponsorizzazioni; sono le ditte ad offrirsi e a curare gli allestimenti a loro spese. Stesso discorso vale per l'organizzazione di eventi, per i quali grande protagonismo è lasciato alle associazioni.

Quello di coniugare la scarsità di risorse con la voglia di vestire le città a festa "è un problema che ci siamo posti davvero tutti noi sindaci - afferma il primo cittadino di Ascoli Piceno, Guido Castelli - nel momento in cui, accingendoci al Natale, sentiamo per certi versi l'obbligo di presentarlo meno tetro visto che la situazione di crisi è già quella che è".

"Le soluzioni dei sindaci sono le più disparate - prosegue - Certo, dove le associazioni dei commercianti o comunque i commercianti stessi hanno collaborato e cooperato, il problema si presenta meno gravoso. In altri Comuni, invece, abbiamo cercato di tenere duro". "Certo, in un momento in cui il governo auspicava i Cieli bui, vedere il Natale illuminato può sembrare un controsenso - osserva Castelli - ma io credo che, invece, sia necessario, sempre all'insegna della sobrietà, non sottovalutare l'esigenza che comunque in un momento e in uno spazio di riflessione quale deve essere il Natale ci siano anche delle luci che tengano accese le speranze e il tessuto della coesione".

"Senza esagerare, ma questo è l'obbligo che da tempo grava su noi sindaci - continua Castelli - Non mi stanco mai di ricordare che il contributo dato al miglioramento della finanza pubblica dai sindaci è di 10 mld in tre anni: insomma, troveremo ancora qualche lampadina nonostante il piatto pianga e non poco".

Patto per le luminarie tra Comune e commercianti anche a Varese. "Riusciremo a mantenerle perché il costo è stato tutto sopportato dalle associazioni di categoria; i commercianti di Varese hanno messo a disposizione una somma che ha consentito di realizzare queste modeste luminarie", precisa il sindaco Attilio Fontana.

"Come Comune - aggiunge - ci siamo assunti solo l'onere di illuminare i giardini pubblici perché sono luminarie che ci sono state regalate due anni fa e non ci costano niente. Direi che, come spending review, siamo perfettamente in linea".

Ma i tempi di magra in giro per l'Italia si sentono. Nessuna luminaria, nessun augurio di 'Buon Natale' da un lato all'altro della strada, solo qualche pallina colorata negli abeti finti all'esterno dei negozi: si presentano così le vie dello shopping a Cagliari, le strade della tradizionale passeggiata nei negozi, le vie Manno, Garibaldi, Alghero, che a memoria d'uomo, in questa prima metà di dicembre, non si ricordano senza addobbi natalizi.

Stupiti ed esterrefatti i cagliaritani, ma in tempi di spending review e patto di stabilità si taglia dove si può, anche sulle luminarie natalizie. Il Comune ha messo a disposizione gli allacci e dato la disponibilità a pagare l'energia elettrica, ma non basta: sono i commercianti e le associazioni che devono allestire le luminarie. E per alcuni la quota per le luminarie, che a seconda delle zone varia dai 100 ai 150 euro, è impossibile da pagare.

E c'è anche chi a pensa a una strada davvero simbolica. Il comune di San Gregorio nelle Alpi (Belluno) alle luminarie lancia un'alternativa: il lampione natalizio.

D'altronde il sindaco Nicola Vieceli evidenzia che per cercare il pareggio di bilancio "si è dovuto aumentare Imu e Irpef e possiamo permetterci il minimo indispensabile". Per cercare di tagliare anche sui costi elettrici è stata ridotta anche l'illuminazione pubblica: perciò, solo per Natale questa verrà ripristinata al 100 per cento.

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