Cerca

Sostenibilita

Pesca, in Unione Europea superati del 45% i limiti sostenibili negli ultimi 9 anni

Sono i risultati dello studio del Wwf diffusi oggi

Autorizzando la cattura di 6,2 milioni di tonnellate di pesce in più rispetto ai livelli scientificamente corretti

14 Dicembre 2012

0
Pesca, in Unione Europea superati del 45% i limiti sostenibili negli ultimi 9 anni
Autorizzando la cattura di 6,2 milioni di tonnellate di pesce in più rispetto ai livelli scientificamente corretti

Roma, 14 dic. - (Adnkronos) - Negli ultimi nove anni i ministri della Pesca dei Paesi europei hanno seguito i consigli della comunità scientifica solo nel 13% delle loro decisioni, e questo ha portato a decidere quote di pesca in media superiori del 45% rispetto a quanto consigliato dalla scienza, autorizzando la pesca di 6,2 milioni di tonnellate di pesce in più rispetto ai livelli di cattura scientificamente corretti. Sono i risultati dello studio del Wwf diffusi oggi, prima della votazione della Pech (la Commissione competente in materia di pesca del Parlamento Europeo) che si terrà il 18 dicembre.

"Il Parlamento Europeo ha bisogno di vedere i risultati che il cattivo lavoro da parte dei ministri ha fatto negli ultimi dieci anni nel settore della pesca. Un esempio straordinario è l'aumento del 264% della quota di pesca rispetto a quanto raccomandato dalla consulenza scientifica per solo 2008. I deputati hanno ora un'opportunità unica e il potere di raddrizzare un torto. La risposta è semplice, occorre per ascoltare la scienza e lasciare che possa avvenire il recupero degli stock ittici ", dice Marco Costantini, responsabile Mare Wwf Italia.

Ad aggravare la situazione, secondo il Wwf, le quote fissate non comprendono la quantità di pesce che si ributta in mare e non viene quindi registrato come cattura. Per esempio tra il 2003 e il 2005, la pesca di merluzzo bianco del Mare del Nord da solo ha portato a 18.000 tonnellate di pesce ributtato a mare, pari alla dimensione di circa 1.300 camion della spazzatura. In Europa quasi la metà degli stock del Nord-Est dell'Atlantico sono stati superati e nel Mediterraneo questa cifra è pari al 80%.

Le flotte da pesca dell'Unione Europea hanno saccheggiato le acque europee per troppo tempo, con la conseguenza di aver sovra sfruttato per due terzi gli stock ittici. Continuare in questo modo sarà devastante non solo per gli stock ittici europei, ma anche per l'intero settore della pesca sul lungo termine, dove ci sarà un calo dei profitti e dei redditi per i pescatori, a meno che l'imminente riforma del settore della pesca garantisca che gli stock ittici possano recuperare e siano gestiti a livelli sostenibili.

In più, rileva lo studio, "tra il 2003 e il 2012 l'Unione Europea ha pagato circa 7,5 milioni di euro al Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare per un servizio scientifico che i Ministri della pesca non hanno semplicemente preso in considerazione nelle loro decisioni. Qualcosa deve cambiare", sottolinea Costantini.

Il Wwf a livello europeo segue da mesi la riforma della pesca con l'iniziativa online "Impediamo la bancarotta degli oceani" che ha prodotto 30.000 email inviate ai parlamentari europei e ben 150.000 firme raccolte su una petizione per una riforma ambiziosa e radicale.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Pietro Grasso a sostegno del governicchio: "M5s-Pd trovino coraggio per fare un governo di legislatura"

Buffagni (M5s): "Non mi fido di nessuno specialmente di Renzi, ma contano gli interessi degli italiani"
Zingaretti cambia idea sulle elezioni: "A Mattarella riferiremo che siamo disposti a un governo di svolta"
Rosi Bindi, messaggio ai Cinque Stelle: "Va verificata la possibilità di maggioranza solida, altrimenti voto"

media