Roma, 11 dic. - (Adnkronos) - "Un giorno estremamente triste per gli ecosistemi marini profondi. Purtroppo, il Parlamento europeo, per pochi voti, non è riuscito a trovare un accordo per porre fine entro due anni alla desertificazione dei mari ad opera di tecniche antiecononomiche e non sostenibili. Nonostante questo fallimento, alcune misure approvate dal Parlamento sarebbero in grado, se efficacemente attuate, di contribuire a limitare i danni a questi ecosistemi così vulnerabili. Ma rimangono misure insufficienti". Così Matthew Gianni della Deep Sea Conservation Coalition. Il Parlamento europeo ha votato ieri a favore di una serie di misure per la protezione delle profondità marine dell'Atlantico nord orientale, ma ha fallito nel trovare un accordo per eliminare la pratica di pesca in alto mare più distruttiva, come lo strascico e le reti da posta di fondo. La proposta per la graduale eliminazione delle tecniche invasive di pesca profonda - fa sapere la coalizione - non è passata per pochi voti (342 su 326). La proposta orginaria, che era stata già approvata dalla Commissione europea e votata con maggioranza dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo, era sta rifiutata, invece, dalla commissione Pesca dello stesso Parlamento. La proposta adottata dal Parlamento contiene alcune misure volte a proteggere quegli ecosistemi marini: valutazioni di impatto ambientale preliminare per la pesca in acque profonde e chiusura della pesca di fondo nelle aree in cui la vulnerabilità degli ecosistemi sottomarini è nota o probabile. La proposta include inoltre i requisiti per rafforzare le conoscenze scientifiche, per fissare quote di pesca e per ridurre le catture accessorie delle specie di profondità. Un testo finale dovrà essere concordato con l'Unione Europea e il Consiglio dei Ministri della Pesca, che hanno già iniziato a valutare formalmente la proposta.




