Roma, 27 dic. (Adnkronos) - L'estensione della Sau (2010) si è attestata intorno a 12,8 milioni di ettari, con una riduzione in dieci anni del 2,5%, dovuta in prevalenza alle superfici a seminativi (-3,3%) e alle coltivazioni permanenti (-2,6%), a fronte di un leggero aumento dei prati e pascoli (+0,6%). Pertanto, sebbene con ritmi più rallentati rispetto al passato, si conferma la tendenza di lungo periodo verso una progressiva riduzione della superficie agricola, che, congiuntamente all'abbandono dei terreni marginali e al progressivo cambiamento di destinazione d'uso per fini urbanistici e infrastrutturali, costituisce una minaccia particolarmente grave per gli equilibri territoriali. Prova ne sia il fatto che, in relazione a quest'ultima tipologia di consumo 'irreversibile' di suolo agricolo, il governo ha presentato un disegno di legge (2012) che dovrebbe regolamentare e rallentare la corsa alla cementificazione. Al contempo, emerge come la gestione dei suoli agricoli nel futuro si dovrà confrontare con norme sempre più severe e attente alla conservazione delle risorse naturali e della biodiversità, di cui un esempio stringente è rappresentato dalle recenti proposte di greening all'interno della Pac che introducono nuovi requisiti in termini di diversificazione colturale e di protezione dei prati e pascoli e degli elementi non coltivati.




