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Massimo Boldi, la confessione: perché Silvio Berlusconi gli chiuse le porte di Mediaset

Roberto Alessi
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Chiamo Massimo Boldi, detto Cipollino, è un po' giù: «Maledetta quarantena. Ecco come passo le mie giornate ora, chiuso in casa, in trent' anni non ho mai fatto così tante volte le scale da cima a fondo. A parte gli scherzi, devo dire che questa situazione non la vivo granché bene, la vivo con l' ansia che mi accompagna da quando sono nato. Paura? Sì, certe notti non dormo, mi agito». Per fortuna che fa il comico: è allegro come una lapide. «Chi mi conosce a fondo si domanda come ho potuto fare il comico di professione».

 

 

 

Boldi è in vena di aprirsi: «Ho imparato a parare i colpi, ma i cazzotti fanno sempre male, e ne ho presi parecchi». Il più grande? Andò in Rai quando Berlusconi gli aveva regalato il grande successo, decenni fa, ma alla Rai andò male e Berlusconi non volle riaprire la porta di Mediaset. Una tragedia, disoccupato, senza tv. «Poi ci ha messo una buona parola Bettino Craxi, mio amico, che ha chiamato Silvio e ha rimesso le cose a posto, e da allora non ho più fatto cazz***», mi dice sempre. «Grazie a Dio ho imparato a rialzarmi, ci vuole forza d' animo e di spirito. Ma soprattutto ci vuole tanto amore. Ho la protezione della mia povera Marisa, ho il bene smisurato delle nostre tre figlie e dei miei nipotini». Ma c' è anche Irene Fornaciari, donna deliziosa: 74 anni lui, 40 lei. «Sì, mi sono anche innamorato di Irene, una dolce candida bellezza, unica che però...
non vedo da sei settimane. Anzi no, la vedo tutti i giorni, grazie alla tecnologia del telefonino, però non di persona, mi manca molto». Ed è qui che gli ho svelato la moda odierna dell' aperitivo in videochiamata con WhatsApp, bicchiere di vino e fai cin cin toccando il bicchiere con lo schermo del telefonino sincronizzato con lei. «È una cazzata, ma almeno ti strappa un sorriso». Conclusione? «Viva l' apevideochiamata, ma soprattutto viva l' Italia, viva Milano, e viva pure il Milan».

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