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In Onda, la figuraccia di Appendino e Bompiani: qualcuno avverta le signore

Claudio Brigliadori
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 Tutti sugli attenti a In Onda, su La7: quando c’è da sparare sul governo di Giorgia Meloni e sul centrodestra, gli ospiti di Luca Telese e Marianna Aprile sono tradizionalmente sempre prontissimi a sfoderare gli archibugi.

L’occasione è il libro contestatissimo del generale Vannacci, una polemica perfetta per questo fine agosto perché mescola polemiche sulle forze dell'ordine (mai tanto amate), sul razzismo, sull'omofobia e sul sempreverde pericolo fascista. Ginevra Bompiani, intellettuale avvezza a imperversare negli studi della rete di Cairo, parte in quarta: «Io non mi stupisco delle parole omofobe del generale. Del resto adesso, in questo momento, una certa parte del Paese, con questo governo di destra, si sente libera di dire alcune cose».

 

«Questa destra - aggiunge il caschetto d'argento della sinistra molto chic- ha dei modelli simili in Polonia, Vox in Spagna e l'Ungheria di Orban». Insomma, il governo sta con gli omofobi. Tesi ardita, per usare un eufemismo, che anche l’ex sindaca grillina di Torino Chiara Appendino sostiene in maniera esplicita: «Le parole del generale sono da condannare, va allontanato dalle Forze armate. Ma non mi stupisco. Questo governo diciamo che non è lontano da posizioni di omofobia, ci sono segnali di fascismo, come abbiamo visto nel caso del presidente La Russa che ha un busto del Duce. Questo governo di destra di fatto su alcune posizioni non è chiaro». Qualcuno avverta le signore che qualche ora prima il ministro della Difesa Crosetto aveva condannato senza se e senza ma le parole di Vannacci. Evidentemente però non conta. O non vale.

 

 

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