Dopo l'ex arbitro Paolo Casarin, un altro vip cade nella trappola delle truffe. Stavolta è toccato all'attore e musicista David Riondino, anche se a lui è andata leggermente meglio dal punto di vista economico: l'ex giacchetta nera, 84 anni, ha perso 40mila euro per la tecnica della chiamata per l'incidente (mai avvenuto) del figlio. Il 72enne Riondino, invece, è stato raggirato durante l'acquisto di un telefonino. Acquisto anche in questo caso inesistente, ma che gli è costato oltre 11mila euro.
Come riporta il Corriere della Sera, un giorno dopo pranzo l'artista toscano riceve sul suo smartphone un sms della piattaforma per pagamenti online Nexi l'avviso di pagamento di un telefonino. Riondino, che non ha mai effettuato alcun ordine, clicca e segue le indicazioni per bloccare il pagamento, contattando il sedicente servizio clienti al numero 39 350 8042154.
Olbia, turista ipovedente paga 1.155 euro salsiccia e pecorino: come si giustifica l'ambulante
In vacanza - si sà - siamo un po' tutti di manica larga. Forse per via della spensieratezza o forse perch&eac..."Il presunto operatore - è il resoconto di Riondino ai carabinieri, sottolineando che si trattava di "un interlocutore di sesso maschile che parlava correttamente l'italiano" - mi guidava al blocco dei pagamenti ma, con un raggiro di parole, riusciva a farmi fare dei bonifici a cui seguiva un messaggio di transazione negata. E tale operazione l'ho ripetuta per ben 23 volte, inserendo ogni volta un bonifico di 495 euro (più 1,61 euro di commissioni). Solo successivamente ho constatato che dal mio conto corrente era stata sottratta la somma totale di 11.422 euro".
Bancomat, prelievi-truffa? La sentenza rivoluzionaria della Cassazione: paga la banca
Una freschissima ordinanza della Cassazione che potrebbe essere rivoluzionaria nell'ambito delle truffe bancarie, ch...L'estratto conto è drammatico: 23 pagamenti effettuati, tutti di 495 euro. Di questi bonifici, 17 sono andati a favore di Giuseppina Monetti e altri 6 a Lorenza Antonioli. Le due beneficiarie, nel frattempo, si sono rese irreperibili.
E' uno schema fisso, spiegano i carabinieri al Corsera: la banda apre dei conti correnti con documenti falsi, in pochi giorni butta l'amo cercando soprattutto anziani da spennare, e poi incassa e chiude i conti, sparendo nel nulla.