Una tenue malinconia che vela lo sguardo, slanciata e con il collo lungo; Clara Calamai era il tipo della bruna raffinata, pallida e dal passo leggero. Non era appariscente e men che meno volgare, come invece furono le maggiorate. Quel cigno era un’attrice di temperamento ed è ingiusto essersi dimenticati di lei. Quindi perché è scomparsa dopo Ossessione di Visconti? Già qui bisogna fare un passo indietro, perché la storia va a ritroso, fino al 1943, quando Luchino ancora non era il Visconti che sappiamo e le bombe alleate straziavano l’Italia.
In quel maledetto ’43 Visconti prese il romanzo di James M. Cain, The Postman Always Rings Twice, e lo trasformò in una tragedia neorealista ambientata nel ferrarese, in cui una bella popolana si innamora di un vagabondo di passaggio nella sua trattoria, e i due insieme assassinano il pingue marito di lei. Il tutto qualche anno prima dell’uscita dell’omonimo film hollywoodiano, inoltre Visconti si era finanziato di tasca sua. La buttiamo lì tanto per ricordare che anche nel Novecento in quanto a creatività non siamo stati secondi a nessuno e soprattutto che le buone idee prima di finanziamenti hanno bisogno di talento, ma questo ha poca importanza.
Brigitte Bardot, da "bambolina" di scena a interprete brava davvero
La carriera di Brigitte Bardot è durata circa venticinque anni ed è stata tutto sommato una carriera senza...Conta invece che Clara finalmente ha un po’ di giustizia, perché è uscito un romanzo verità sulla sua vita, firmato dal regista e sceneggiatore Maurizio Zaccaro, Bellissima dea. Storia di Clara Calamai (Vallecchi, € 18). $ ben documentato, corredato di pezzi critici usciti sui principali quotidiani del tempo e dà l’idea di che persona fosse la diva di cui molti soldati italiani portavano una foto al fronte.
Un’idea che si intona bene alla signora elegante che in una vecchia video intervista spiega, più candida del suo dolcevita bianco, che ha smesso di lavorare perché nessuno l’ha più chiamata.
Ma non è andata proprio così, suggerisce Zaccaro. La Calamai è all’apice della carriera quando si innamora di un aristocratico, l’aviatore e produttore Leonardo Bonzi, che sposa e raggiunge a Milano. Lui non vuole che lavori, è la storia più vecchia del mondo: l’uomo si innamora anche dell’allup. 254, re, del successo di una donna, ma accade ancora oggi che poi pretenda di tenersela a casa, figuriamoci ottant’anni fa. Fatto sta che il matrimonio naufraga, ma intanto il tempo è passato, il mondo è cambiato e Clara è rimasta una diva del cinema dei telefoni bianchi, quello dei tempi del fascismo. Il libro infatti è anche il ritratto di un’epoca, per una volta senza troppi fronzoli ideologici, in cui la protagonista, giovane emergente, per esempio si trova a un ricevimento pieno di gerarchi, tra cui il potente Alessandro Pavolini, e a un certo punto si palesa Benito Mussolini.
$ una carrellata di protagonisti di decenni che stanno scivolando giù, nella china della storia, e sono i grandi di prima e dopo la guerra. Uno spartiacque che ha relegato nelle retrovie dell’arte cinematografica un regista come Alessandro Blasetti, che plasmò Clara Calamai come uno scultore fa con la creta. Parliamo di capolavori come Ettore Fieramosca e La cena delle beffe, in cui Clara è la prima attrice italiana a mostrare il seno. Convincerla non era stato facile. La morale e il riserbo allora erano forti anche nella babilonia dello spettacolo, si scopre un mondo piccolo, pulito, che oggi neanche si può immaginare. Clara aveva preteso che la troupe uscisse e sulla scena erano rimasti soltanto lei, Blasetti e Rossano Brazzi, il divo preferito delle nonne degli anni Settanta.
Passano, come comparse nella sua vita, alcuni protagonisti del cinema italiano: gli attori Arnaldo Foa, Alida Valli, Massimo Girotti, la sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico.
Ma il punto è che Clara non è stata messa da parte perché era una diva del ventennio. Paradossalmente, proprio quando l’onta della disfatta fascista bruciava di più, non c’era la caccia alle streghe che c’è adesso. Quando Visconti, che si diceva marxista, deve rinunciare ad Anna Magnani perché aspetta un figlio, non si fa problemi a scritturare Clara per il ruolo della protagonista di Ossessione. Formidabile la scenata della Magnani, che si presenta sul set come una furia, in uno dei racconti più gustosi del libro. La Calamai di Luchino si era anche un po’ innamorata, e dato che le inclinazioni di Visconti erano tutt’altre, si capisce di qui che la donna più desiderata d’Italia non era fortunata in amore.
$ per amore del marito che rifiuta una parte in Roma città aperta di Rossellini. $ il grande errore della sua carriera. Piace ricordarla nel favoloso ripescaggio tardivo di Dario Argento, che la volle nella parte della madre assassina in Profondo rosso. $ un’ex attrice che aveva rinunciato al cinema per amore, ma che a differenza di Clara è impazzita: in pratica, Argento porta in scena un pezzo della sua vita. $ il suo ultimo film. Il sipario su Clara Calamai cala con una pellicola divenuta oggetto di culto a livello internazionale. Un’uscita di scena degna di Gloria Swanson, non c’è che dire.




