Nessuno è profeta in patria, dicevano gli antichi romani. E lo conferma anche Laura Pausini: anche lei, come Jannik Sinner, più vince e più viene massacrata. Carlo Conti l'ha voluta sul palco del Festival di Sanremo, lo stesso che l'ha lanciata giovanissima nel mondo della canzone italiana. L'ha scoperta Pippo Baudo, il primo che ha chiamato quando il conduttore e direttore artistico l'aveva invitata. "Cosa stai aspettando. Sei pronta, lo sai che te lo dico da un po'", le disse SuperPippo, scomparso lo scorso agosto.
Intervistata da Leggo, la popstar romagnola, una delle voci italiane più conosciute al mondo, parla delle critiche ricevute per la cover di Due vite di Marco Mengoni: "Ha fatto più rumore il contenuto negativo di pochi post rispetto a tutto il resto. Ma succede sempre così. Un po' mi ha fatto male. Però c'è una cosa fondamentale: Marco è contento. E se l'artista che omaggio è felice, io sono felicissima. Devo imparare a concentrarmi su questo".
Laura Pausini "fascista": ora i compagni le vogliono togliere Sanremo
Ormai a sinistra sono arrivati al disperato, politico, pop. Tanto che per colpire la premier Meloni (che vedono ovunque)...Il clima, purtroppo, è questo: "E non riguarda solo me. In Italia sembra che ogni volta che qualcuno porta a casa qualcosa di importante si debba trovare per forza un difetto. Pensiamo a Sinner. Così succede anche per i premi. Nella stessa settimana in cui ne portavo a casa uno, nessuno parlava del premio: si parlava del fatto che avevo la calza rotta, o che avevo un accappatoio. Quando mi hanno detto che avrei ricevuto un premio dalle mani del Papa, all'inizio non ci credevo e non volevo. In Italia, spesso i premi portano più odio che gioia".
La Pausini però è pronta a sfidare anche i veleni, partecipando per esempio al prossimo Eurovision Song Contest nonostante le polemiche geopolitiche contro Israele: "Sì, io ci andrei. Perché un artista non rappresenta un capo di governo, rappresenta una canzone. Penalizzare un artista per questo lo trovo sbagliato. La musica è spazio di espressione, non di esclusione. Così come le Olimpiadi". A Milano-Cortina canterà l'Inno di Mameli davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "E' un momento importante. Con il Presidente ho sempre avuto un rapporto di grande rispetto. È una persona che dice cose che condivido. E mi fa piacere incontrarlo con Carlo Conti e gli altri Big il prossimo 13 febbraio. E' la prima volta che i protagonisti del Festival vengano ricevuti al Quirinale".




